Luppolo.it: dal Ministero delle politiche agricole un progetto per il luppolo italiano

Cosa vi suggerisce la denominazione “Legge 154/2016”? Se siete attenti conoscitori del mondo birrario, dovreste sapere che è la norma con cui lo scorso anno è stata definita ufficialmente la birra artigianale in Italia. Alcuni di voi ricorderanno che quella legge non è totalmente focalizzata a individuare la fattispecie di “piccolo birrificio indipendente”, ma contiene ...

Un fine settimana in Belgio, tra locali, birrifici e festival birrari

Nel fine settimana appena concluso sono stato di nuovo in terra belga, passando tre giorni piuttosto pieni tra locali, birrifici ed eventi. Il pretesto per tornare in uno dei paradisi internazionali della birra è arrivato da Valerio Banon, un ragazzo italiano che da alcuni anni gestisce La Tana a Bruxelles, una classica trattoria con cucina ...

Quanto costa farsi la birra in casa?

Mi capita spesso che amici e conoscenti mi chiedano quanto costa produrre birra in casa e se sia conveniente rispetto a quella venduta nei supermercati o nei beershop. Sinceramente non mi sono mai posto più di tanto il problema, dato che questo hobby è per me una passione che porterei avanti a prescindere dal costo ...

Vendesi intero birrificio in provincia di Como

Vendesi intero birrificio per ampliamento presso nuova sede. In un piccolo capannone (non di proprietà) a 1 km dall’uscita dell’autostrada di Turate (A9) centro di Rovello Porro si vende: Sala cottura da 5 hl Boiler elettrico Mulino 2 tini a controllo di temperature dedicato da 4hl 2 tini a controllo di temperatura dedicato da 2hl 2 ...

Nuove birre da Lambrate + Beavertown, Eremo, Vetra, Extraomnes, Crak e altri

Cominciamo la settimana con una panoramica sulle nuove birre italiane poiché le novità sono tante e degne di attenzione. Nel panorama internazionale tengono ancora botta le New England IPA, sottostile con il quale si stanno misurando i birrifici di mezzo mondo con alterni successi. Una delle ultime incarnazioni a entrare nel club si chiama The ...

Sempre più formazione birraria?

E' di oggi - pubblicata su Il Trentino - la notizia che la Fondazione Mach, rinomato ente formativo e di ricerca di San Michele all'Adige, avvierà a gennaio 2018 un corso di alta formazione professionale volto a fornire la qualifica di "Tecnico superiore delle bevande": un percorso all'interno del quale troveranno spazio - a seconda dell'indirizzo scelto - birra, distillati, succhi di frutta e altre bevande diverse dal vino. Il dirigente del Centro di Istruzione e Formazione Marco Dal Rì, si legge nell'articolo, ha motivato la scelta dell'avvio del corso con il fatto che "il settore delle bevande diverse dal vino, in particolare di distillati e birra, è in forte crescita: tuttavia non esistono figure formate specificatamente per esso, e le aziende devono procedere alla formazione sia direttamente, sia inviando i dipendenti in realtà straniere". Il corso sarà articolato su 2 anni, con 1200 ore di praticantato, e aperto ai diplomati dei settori enologico, agrario, chimico e biologico.La cosa mi ha stimolato alcune riflessioni. Intanto, evidentemente c'è una richiesta di maggiore formazione: vuoi da parte delle aziende, vuoi da parte dei ragazzi stessi - che sempre in maggior numero vogliono intraprendere questo percorso (qui poi si può aprire la diatriba sugli sbocchi lavorativi, specie in ambito birrario, ma questo è un altro capitolo) - con conseguente risposta da parte degli enti preposti. In secondo luogo, qui stiamo parlando di una formazione più ampia a livello di "industria del beverage": così come nel visitare la Doemens Akademie a Monaco di Baviera ho constatato che gli studenti imparano a cimentarsi anche su macchinari per la produzione di succhi e bibite - dato che, mi è stato riferito, in Germania è prassi per molti birrifici dedicarsi anche ad una linea di analcolici - così la fondazione Mach propone un corso di respiro più ampio, fatta salva la possibilità di scegliere la specializzazione. Un'offerta quindi almeno in parte complementare a quella di realtà come il master in tecnologie birrarie dell'Università di Perugia, i corsi dell'Accademia Dieffe o quelli dell'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo o di Udine - per citarne solo alcuni, e peraltro significativamente diversi tra loro.Certo non è possibile esprimere valutazioni su un corso che non è nemmeno inziato; ma rimane ad ogni modo una notizia significativa il fatto che un ente come la Fondazione Mach abbia rivolto la sua attenzione al settore. Stiamo andando anche in Italia - pur ancora lontani da isittuzioni come quelle presenti in Germania e Belgio - verso una formazione sempre più "accademica" anche nel campo birrario? Parrebbe di sì, il tempo ne darà prova.