Nuove birre da Jungle Juice + Hilltop, P3, Lambrate + Brewdog, Rurale e altri

È ormai tradizione – sebbene tutt’altro che cercata – dedicare l’apertura delle nostre consuete panoramiche sulle nuove birre italiane a una creazione collaborativa. Questa volta però le collaborazioni sono due ed entrambe vedono protagonisti altrettanti non-giovani birrifici laziali: Jungle Juice di Roma e Hilltop di Bassano Romano (VT). Recentemente Umberto Calabria (Jungle Juice) e Conor …

La RAI condannata a risarcire Unionbirrai per “Tutto può succedere”

Ricordate quando nel 2017 andò in onda una puntata di Tutto può succedere nella quale si denigrava pesantemente la birra artigianale? All’epoca Unionbirrai si scagliò con decisione contro gli autori della RAI per il danno di immagine arrecato a tutto il comparto. Il motivo? Uno sferzante dialogo tra due protagonisti della fortunata fiction, durante il …

I passi falsi di chi inizia a fare birra in casa

Sono ormai diversi anni che frequento gruppi di homebrewer, sia online che di persona. Dovrei essere abituato a certi racconti, tuttavia ogni volta mi stupisco. Trovo incredibile come, in un’era in cui per accedere a qualsiasi tipo di informazione bastano pochi clic su un mouse, si continuino a porre le stesse domande e a commettere …

Birrificio pugliese cerca birraio con comprovata esperienza

Importante realtà pugliese cerca birraio con esperienza in birrifici strutturati con competenze specifiche nella produzione e nella gestione della cantina. Il candidato dovrà essere autonomo, responsabile e competente nella gestione completa del birrificio con: esperienza in impianti automatici e semi-automatici competenze base in idraulica ed elettrotecnica esperienza nella gestione della cantina Per candidarsi inviare CV …

Prossimi eventi a Torino, Cagliari, Bergamo e in provincia di Roma e Bari

Senza dubbio giugno è il mese in cui si concentra il maggior numero di iniziative dedicate alla birra artigianale. Su queste pagine riusciamo a dare una panoramica solo parziale di tutti i festival che vengono organizzati, senza considerare le serate proposte dai singoli locali che per ovvi motivi siamo costretti a ignorare. Oltre ai vari …

Le Italian Grape Ale entrano nel Vocabolario della Treccani

Importante traguardo simbolico raggiunto dal movimento birrario italiano. Dopo essere state codificate dal BJCP nel 2015, ora le Italian Grape Ale entrano ufficialmente nella lingua italiana grazie alla Treccani, che ha inserito l’espressione tra i suoi neologismi. Ecco com’è definito il “quasi” stile italiano nell’apposita sezione del sito della Treccani: Italian grape ale loc. s.le f. …

Ode al Ma che siete di Roma, il “mio” pub da più di quindici anni

“Perché non vai a dare un’occhiata a questo piccolo pub a Trastevere? Hanno birra buona”. Correva l’anno 2004 e fu allora che, esortato da queste parole di mio fratello, visitai per la prima volta il Ma che siete venuti a fà. Il locale aveva aperto un paio di anni prima grazie all’intuizione di Manuele Colonna …

La birra italiana sempre più locale: le 3 tendenze del fenomeno in atto

La birra artigianale vive spesso di contraddizioni spiazzanti, che negano ciò che veniva affermato fino al giorno prima. Così mentre viviamo in un periodo in cui la scena internazionale è sempre più incuriosita dal produttore “esotico”, che magari opera in un altro continente, c’è un fenomeno di senso opposto che sta favorendo lo sviluppo di …

Un altro ritorno in Valscura

Cogliendo l'occasione di una "serata spiedo" organizzata in birrificio, sono tornata dopo tanto tempo da Valscura. In realtà non è che ci siano stati stravolgimenti, né allo spazio degustazione - che continua ad ospitare anche diverse specialità del territorio, dai salumi, alle salse,alla pasta artigianale - né alle birre in listino; eccetto per un paio di novità, che mi sono naturalmente premurata di provare.La prima è la Leale, una saison che ancor prima che una birra è una storia. E' infatti stata battezzata così in onore di un "leale" avventore e amico, purtroppo venuto a mancare; e destinata anche alla solidarietà, in quanto parte del ricavato della vendita delle bottiglie è stata devoluto in beneficenza. Si tratta appunto di una saison, dall'aroma che ho trovato incentrato soprattutto sul pepe; discretamente corposa e maltata per lo stile (non lesina nemmeno sul grado alcolico, 7) al palato esibisce toni un po' più dolci e caramellati rispetto alla media dello stile (cosa peraltro intuibile anche dal colore, tendente all'ambrato); prima di chiudere con una leggera nota alcolica e in una maniera che personalmente non ho trovato molto secca, nonostante il birrificio abbia in generale lavorato molto sul fronte attenuazione. In realtà, mi è stato spiegato poi, la cosa è anche consona all'esprimere la persona a cui è dedicata: che aveva vissuto a lungo in Belgio, ed are solita affermare che avrebbe preferito birre più alcoliche, "pastose" e strutturate (e in questo devo dire che le sue richieste sono state esaudite). E non a caso proprio in Belgio ha riscosso consensi (anche se la giuria era internazionale), con il bronzo di categoria al Brussels Beer Challenge. Forse una particolare sensibilità mia, quindi, nell'aver trovato il finale un po' "carico" dato lo stile; per una birra che del resto non voleva nemmeno essere un'interpretazione da manuale di una saison. Apprezzabile evidentemente da chi preferisce birre dai toni più robusti, pur senza sacrificare del tutto la facilità di beva.Ho poi provato la Blend, un - appunto - blend di tre birre diverse - natalizia, rossa Santabarbara e bionda Liquentia - nato, mi è stato raccontato, quasdi per scherzo. Personalmente mi è sembrato spiccasse la natalizia, con le sue note caramellate, leggermente speziate, finanche di whisky e lievemente alcoliche; accompagnati da quelli più biscottati della Santabarbara. Decisamente più nelle retrovie la bionda, che peraltro creava anche un leggero contrasto, quasi a "cozzare" e smorzare nello stesso tempo. Per chi vuole provare qualcosa di insolito, e non ha paura di avventurarsi nel terreno del birrariamente eterodosso.Di nuovo grazie a Gabriele e a Giampaolo, che mi hanno accolta e erudita sulle birre a disposizione e sul lavoro recentemente portato avanti in birrificio - che ha coinvolto anche le altre birre -; e a Renata.

Un altro ritorno in Valscura

Cogliendo l'occasione di una "serata spiedo" organizzata in birrificio, sono tornata dopo tanto tempo da Valscura. In realtà non è che ci siano stati stravolgimenti, né allo spazio degustazione - che continua ad ospitare anche diverse specialità del territorio, dai salumi, alle salse,alla pasta artigianale - né alle birre in listino; eccetto per un paio di novità, che mi sono naturalmente premurata di provare.La prima è la Leale, una saison che ancor prima che una birra è una storia. E' infatti stata battezzata così in onore di un "leale" avventore e amico, purtroppo venuto a mancare; e destinata anche alla solidarietà, in quanto parte del ricavato della vendita delle bottiglie è stata devoluto in beneficenza. Si tratta appunto di una saison, dall'aroma che ho trovato incentrato soprattutto sul pepe; discretamente corposa e maltata per lo stile (non lesina nemmeno sul grado alcolico, 7) al palato esibisce toni un po' più dolci e caramellati rispetto alla media dello stile (cosa peraltro intuibile anche dal colore, tendente all'ambrato); prima di chiudere con una leggera nota alcolica e in una maniera che personalmente non ho trovato molto secca, nonostante il birrificio abbia in generale lavorato molto sul fronte attenuazione. In realtà, mi è stato spiegato poi, la cosa è anche consona all'esprimere la persona a cui è dedicata: che aveva vissuto a lungo in Belgio, ed are solita affermare che avrebbe preferito birre più alcoliche, "pastose" e strutturate (e in questo devo dire che le sue richieste sono state esaudite). E non a caso proprio in Belgio ha riscosso consensi (anche se la giuria era internazionale), con il bronzo di categoria al Brussels Beer Challenge. Forse una particolare sensibilità mia, quindi, nell'aver trovato il finale un po' "carico" dato lo stile; per una birra che del resto non voleva nemmeno essere un'interpretazione da manuale di una saison. Apprezzabile evidentemente da chi preferisce birre dai toni più robusti, pur senza sacrificare del tutto la facilità di beva.Ho poi provato la Blend, un - appunto - blend di tre birre diverse - natalizia, rossa Santabarbara e bionda Liquentia - nato, mi è stato raccontato, quasdi per scherzo. Personalmente mi è sembrato spiccasse la natalizia, con le sue note caramellate, leggermente speziate, finanche di whisky e lievemente alcoliche; accompagnati da quelli più biscottati della Santabarbara. Decisamente più nelle retrovie la bionda, che peraltro creava anche un leggero contrasto, quasi a "cozzare" e smorzare nello stesso tempo. Per chi vuole provare qualcosa di insolito, e non ha paura di avventurarsi nel terreno del birrariamente eterodosso.Di nuovo grazie a Gabriele e a Giampaolo, che mi hanno accolta e erudita sulle birre a disposizione e sul lavoro recentemente portato avanti in birrificio - che ha coinvolto anche le altre birre -; e a Renata.