Vendesi impianto produttivo e attrezzature

Vendesi impianto produttivo 5-8hl composto da: Nr. 1 Caldaia di COTTURA, BOLLITURA e WHIRLPOOL N° 1 Contenitore di FILTRAZIONE Nr. 1 contenitore in acciaio inox Hl. 10 per stoccaggio e produzione ACQUA CALDA Nr. 1 Quadro di PROGRAMMAZIONE e controllo sala cottura Nr. 1 Contalitri per birra Nr. 1 Pompa di travaso mosto Nr. 1 Gruppo ...

Tre novità al Cucinare

Pur con notevole ritardo, eccomi a scrivere qualche riga sulla mia esperienza al Cucinare di quest'anno. Come di consueto ho avuto il piacere di guidare le degustazioni di birra artigianale: quest'anno con (in ordine rigorosamente casuale) Birra di Naon, Couture, Birra di Meni, B2O, Birra Follina, Sognandobirra, Birra Galassia, Il Maglio e Birrificio dei Perugini (nuova conoscenza per me). Ad accompagnarli, gli abbinamenti gastronomici di Trota Blu, Alessio Brusadin, Adelia Di Fant, Danieli - Il Forno delle Puglie, Trattatibene, Il Cacio com'era, Pasticceria artigianale di Lenardo e Salumificio Billy Mio - che ringrazio per la disponibilità.Non andrò nel dettaglio di tutti e nove gli assaggi e abbinamenti, sia per non tediarvi che per non farvi venire inutilmente sete; mi permetto solo una nota, essendo un birrificio nuovo per me, sul curiosamente azzeccato abbinamento tra strudel di mele-porter (nella fattispecie lo strudel di Di Lenardo e la porter del Birrificio dei Perugini, più improntata sui toni del tostato "acre" che su quelli tendenti al cioccolato, che ha creato un interessante contrasto con il dolce e l'acidulo della mela a cui faceva da "ponte" l'uva passa). Mi soffermo piuttosto su tre novità trovate lì, di cui due presentate proprio per l'occasione.La prima è il barley wine de Il Maglio, "Inverno 1936", risultato di una cotta "sui generis" fatta nel 2016 - con un'importante luppolatura, mi è stato riferito, così da arrivare a bilanciare poi la dolcezza finale - maturata 10 mesi in botti di Amarone Superiore. In effetti l'Amarone risalta bene sin dall'aroma, tanto da caratterizzarlo subito come barley wine decisamente "veneto"; al palato è pieno e caldo, anche qui con note generose di frutta matura e legno che si fanno ben sentire sopra a quelle del malto; per chiudere poi in maniera calda ma senza lunghe persistenze dolci (come del resto mi era stato anticipato), aiutando così anche a mascherare la nota alcolica data dai 13 gradi. Per chi cerca sapori forti ma con un equilibrio d'insieme, e non disdegna il vino oltre alla birra.La seconda è la Apollo di Galassia, definita "American Kolsch": verrebbe da dire che, nel proliferare degli stili, forse non si sentiva il bisogno di crearne un'altro ancora, ma i ragazzi di Galassia hanno a più riprese dimostrato di saper essere sì creativi ma con giudizio - del resto non ho mai nascosto il mio apprezzamento per la loro "saison ipa" - e quindi glie lo si può perdonare. La dicitura "American" è dovuta ai toni agrumati all'aroma insoliti per una Kolsch, anche se in questo caso la nota caratteristica è data da un luppolo tedesco, il mandarina bavaria - usato peraltro fresco. E in effetti la luppolatura è insolitamente evidente per una Kolsch, pur rimanendo nei limiti dell'eleganza; al palato è fresca e snella, come si conviene allo stile, per chiudere poi su un amaro secco e netto in cui ritorna, in seconda battuta, il mandarina. Per chi apprezza sì la discrezione ed eleganza della tradizione tedesca, ma anche qualche nota di colore in più.Da ultimo la bitter che Meni produce per il Barile di Maniago, battezzata Pals, e definita "la bitter del nonno del birraio". E in effetti, come definizione è azzeccata, nella misura in cui vuole essere la bitter più semplice e tradizionale a cui si possa pensare: aroma tra l'erbaceo e il terroso di luppoli inglesi con una lievissima nota di tostato, corpo sfuggente ma non inconsistente sempre sugli stessi toni, e chiusura di un amaro secco e deciso ma non invadente, ad invogliare al sorso successivo.Non mi resta che concludere ringraziando di nuovo tutti, dallo staff del Cucinare, ai birrifici, agli altri espositori.

Tre novità al Cucinare

Pur con notevole ritardo, eccomi a scrivere qualche riga sulla mia esperienza al Cucinare di quest'anno. Come di consueto ho avuto il piacere di guidare le degustazioni di birra artigianale: quest'anno con (in ordine rigorosamente casuale) Birra di Naon, Couture, Birra di Meni, B2O, Birra Follina, Sognandobirra, Birra Galassia, Il Maglio e Birrificio dei Perugini (nuova conoscenza per me). Ad accompagnarli, gli abbinamenti gastronomici di Trota Blu, Alessio Brusadin, Adelia Di Fant, Danieli - Il Forno delle Puglie, Trattatibene, Il Cacio com'era, Pasticceria artigianale di Lenardo e Salumificio Billy Mio - che ringrazio per la disponibilità.Non andrò nel dettaglio di tutti e nove gli assaggi e abbinamenti, sia per non tediarvi che per non farvi venire inutilmente sete; mi permetto solo una nota, essendo un birrificio nuovo per me, sul curiosamente azzeccato abbinamento tra strudel di mele-porter (nella fattispecie lo strudel di Di Lenardo e la porter del Birrificio dei Perugini, più improntata sui toni del tostato "acre" che su quelli tendenti al cioccolato, che ha creato un interessante contrasto con il dolce e l'acidulo della mela a cui faceva da "ponte" l'uva passa). Mi soffermo piuttosto su tre novità trovate lì, di cui due presentate proprio per l'occasione.La prima è il barley wine de Il Maglio, "Inverno 1936", risultato di una cotta "sui generis" fatta nel 2016 - con un'importante luppolatura, mi è stato riferito, così da arrivare a bilanciare poi la dolcezza finale - maturata 10 mesi in botti di Amarone Superiore. In effetti l'Amarone risalta bene sin dall'aroma, tanto da caratterizzarlo subito come barley wine decisamente "veneto"; al palato è pieno e caldo, anche qui con note generose di frutta matura e legno che si fanno ben sentire sopra a quelle del malto; per chiudere poi in maniera calda ma senza lunghe persistenze dolci (come del resto mi era stato anticipato), aiutando così anche a mascherare la nota alcolica data dai 13 gradi. Per chi cerca sapori forti ma con un equilibrio d'insieme, e non disdegna il vino oltre alla birra.La seconda è la Apollo di Galassia, definita "American Kolsch": verrebbe da dire che, nel proliferare degli stili, forse non si sentiva il bisogno di crearne un'altro ancora, ma i ragazzi di Galassia hanno a più riprese dimostrato di saper essere sì creativi ma con giudizio - del resto non ho mai nascosto il mio apprezzamento per la loro "saison ipa" - e quindi glie lo si può perdonare. La dicitura "American" è dovuta ai toni agrumati all'aroma insoliti per una Kolsch, anche se in questo caso la nota caratteristica è data da un luppolo tedesco, il mandarina bavaria - usato peraltro fresco. E in effetti la luppolatura è insolitamente evidente per una Kolsch, pur rimanendo nei limiti dell'eleganza; al palato è fresca e snella, come si conviene allo stile, per chiudere poi su un amaro secco e netto in cui ritorna, in seconda battuta, il mandarina. Per chi apprezza sì la discrezione ed eleganza della tradizione tedesca, ma anche qualche nota di colore in più.Da ultimo la bitter che Meni produce per il Barile di Maniago, battezzata Pals, e definita "la bitter del nonno del birraio". E in effetti, come definizione è azzeccata, nella misura in cui vuole essere la bitter più semplice e tradizionale a cui si possa pensare: aroma tra l'erbaceo e il terroso di luppoli inglesi con una lievissima nota di tostato, corpo sfuggente ma non inconsistente sempre sugli stessi toni, e chiusura di un amaro secco e deciso ma non invadente, ad invogliare al sorso successivo.Non mi resta che concludere ringraziando di nuovo tutti, dallo staff del Cucinare, ai birrifici, agli altri espositori.

Il mercato della birra craft e la maledizione dell’hype

Dopo aver commentato i risultati di sabato e aver stilato delle classifiche non ufficiali, concludiamo l’ampia parentesi dedicata a Birra dell’anno di Unionbirrai con alcune riflessioni emerse dal concorso. Oltre a rappresentare un’esperienza straordinaria, partecipare come giudice a un’iniziativa del genere permette di scoprire dinamiche non sempre evidenti dall’esterno, capaci di sviluppare una maggiore consapevolezza ...

Vendesi impianto di produzione completo da 10 hl

Vendesi impianto BBC Srl anno 2014 completo funzionante per la produzione di birra in acc. INOX aisi 304 con capacità di 1000 litri per cotta MOD Tanker EVO 1000 VAPORE, così composto: 1 tino boiler 1 tino satellite doppia cotta 4 fermentatori da 1200 L 1 fermentatore da 2500 L. 1 pompa carrellata di cantina ...

Birra dell’anno 2018: i campioni di categoria

Ogni anno, in concomitanza con i risultati di Birra dell’anno, qui su Cronache di Birra siamo soliti pubblicare i “campioni di categoria”, cioè delle classifiche non ufficiali costruite raggruppando le categorie del concorso in macro-famiglie, ognuna della quale appartenente a una specifica cultura brassicola. È un esercizio divertente ma anche utile, perché di fronte alle ...

Birra dell’anno 2018: i campioni di categoria

Ogni anno, in concomitanza con i risultati di Birra dell’anno, qui su Cronache di Birra siamo soliti pubblicare i “campioni di categoria”, cioè delle classifiche non ufficiali costruite raggruppando le categorie del concorso in macro-famiglie, ognuna della quale appartenente a una specifica cultura brassicola. È un esercizio divertente ma anche utile, perché di fronte alle ...

Il birrificio Dom Byron vende attrezzature varie

Il Birrificio Dom Byron vende le seguenti attrezzature: Filtro a cartucce 30 pollici = 250 euro + IVA n. 39 cartucce da 30 pollici da 1 micron nominali = 300 euro + IVA n. 39 cartucce da 10 pollici da 1 micron nominali + 2 distanziali (per poterle usare con filtro da 30 pollici) = ...

Il birrificio Dom Byron vende attrezzature varie

Il Birrificio Dom Byron vende le seguenti attrezzature: Filtro a cartucce 30 pollici = 250 euro + IVA n. 39 cartucce da 30 pollici da 1 micron nominali = 300 euro + IVA n. 39 cartucce da 10 pollici da 1 micron nominali + 2 distanziali (per poterle usare con filtro da 30 pollici) = ...

Il birrificio Dom Byron vende attrezzature varie

Il Birrificio Dom Byron vende le seguenti attrezzature: Filtro a cartucce 30 pollici = 250 euro + IVA n. 39 cartucce da 30 pollici da 1 micron nominali = 300 euro + IVA n. 39 cartucce da 10 pollici da 1 micron nominali + 2 distanziali (per poterle usare con filtro da 30 pollici) = ...