Nuove birre (molte a Eurhop) da Crak, Bonavena, Baladin, Eastside e Babylon

Il settore italiano della birra artigianale è sempre in evoluzione, come dimostrano le tante birre inedite che puntualmente presentiamo ogni settimana. In occasione dei grandi festival però questo fermento raddoppia, perché molti birrai ne approfittano per lanciare novità assolute. Ed è ciò a cui stiamo assistendo in questi giorni a causa dell’approssimarsi di Eurhop, in …

Vendesi imbottigliatrice monoblocco isobarica ed etichettatrice

Il birrificio Wackybrew vende imbottigliatrice monoblocco isobarica semiautomatica, entrata in funzione ad aprile 2017 e composta da: NR 1 Sciacquatrice NR 4 teste di riempimento a 4 fasi (prevacuazione, iniezione Co2, Riempimento, depressurizzazione) NR 1 tappatore tappi a corona da 26/29 Bottiglie utilizzabili: 25 cl, 33 cl, 50 cl, 75 cl, 150 cl, magnum 3 …

Birra artigianale e supermercati: un matrimonio che non s’ha da fare?

La scorsa settimana presso il pub Luppolo Station di Roma si è tenuta la presentazione del marchio Indipendente Artigianale di Unionbirrai. Se la cosa vi suona strana o ripetitiva è comprensibile, poiché circa un anno fa nel corso di Eurhop furono svelati in anteprima i dettagli dello stesso progetto: l’istituzione di un bollino con il …

Diplomato alla Dieffe ben referenziato cerca un impiego nel settore

Sono un ragazzo di 26 anni di Alessandria, recentemente diplomato presso DIEFFE di Padova come Birraio artigiano. Nell’ultimo anno ho maturato esperienza in produzione in due realtà distinte come assistente birraio, acquisendo padronanza nel gestire o seguire l’intero processo produttivo brassicolo; ho lavorato sia su impianti manuali che semi-automatici, da 1,5, 2,5 e 10 hl. …

Prossimi eventi: Eurhop, Chiarescure, Nonsolobirra Festival e altri.

Il periodo a cavallo tra settembre e ottobre è sempre ricco di eventi birrari, molti dei quali concentrati nella Capitale. In passato abbiamo parlato del decennale di Open Baladin e della Festa delle Birre Artigianali di Eataly, che comincerà oggi e dove Cronache di Birra sarà presente con alcune iniziative. Neanche il tempo di riprendersi …

Vendesi prestigioso brewpub in Puglia

Vendesi prestigioso brewpub in Puglia. Si tratta di una vendita modulare, potrai dunque: rilevare l’intera attività del Brewpub (attualmente attivo) e iniziare immediatamente il tuo business; acquistare in blocco impianti, attrezzature (cucina, ecc.) e arredi (non sono in vendita singoli macchinari) acquistare il solo impianto di produzione Trattativa riservata. Se realmente interessati contattare il 3450886853

Nuovi birrifici e beer firm: Noiz, Bachground, Incanto e Shardana

Cosa succede quando un mercato che fino a qualche tempo fa andava al ritmo di decine di nuove aperture all’anno, mostra un’improvvisa frenata? Le risposte possono essere molteplici, ma tra le varie conseguenze che si producono c’è certamente un innalzamento medio della qualità dei progetti. Ed è ciò che sta accadendo nel settore della birra …

L’ascesa di Keller e Landbier: la Germania riparte dalle sue tradizioni

Fino a qualche tempo fa sarebbe sembrato impossibile imbattersi in un articolo come quello pubblicato a fine agosto sul blog di Drinktec, importante manifestazione tedesca dedicata all’industria del beverage. Nel pezzo, infatti, si documenta la forte ascesa di Kellerbier e Landbier tra le preferenze di acquisto dei consumatori teutonici, sempre più incuriositi da queste tipologie …

In una nuova Galassia

Ho avuto l'opportunità e il piacere di partecipare alla visita in anteprima al nuovo stabilimento di Birra Galassia; che, dopo anni di onorato beerfirm, sta per avviare il proprio impianto a Pordenone - riportando la produzione di birra in città dopo oltre un secolo.L'impianto è di dimensioni contenute - 3 hl -; consono tuttavia non solo a quelle che possono realisticamente essere le ambizioni quantitative in questo momento, ma anche alla propensione alla creazione di birre sperimentali (che ancora escono dal loro impianto pilota casalingo). Parlando con i ragazzi, ho colto quasi del sollievo nel fatto di avere d'ora in poi la prospettiva di quantità più piccole rispetto a quelle richieste dai birrifici dove facevano beerfirm: molto spesso trovano infatti necessario lavorare su scala più piccola per svariate ragioni - dal fatto che le birre sperimentali hanno oggettivamente un mercato più ristretto, a questioni legate più strettamente al processo produttivo e agli ingredienti. Senza contare, aggiungo io, che il fatto di fare beerfirm pone un problema di costanza delle birre: anche dando per buona l'abilità sia del beerfirmer che del mastro birraio titolare, è evidente che, a meno di non rivolgersi sempre allo stesso birrificio, la stessa ricetta in impianti diversi risulterà inevitabilmente diversa.Con l'occasione i ragazzi avevano allestito anche una degustazione con abbinamenti gastronomici curati da due di loro, Christian Gusso - forte della sua esperienza in cucina all'Urban Farmhouse - e Davide Bernardini. In prima battuta crostini di prosciutto crudo, stracchino della latteria di Taiedo e composta di Figo Moro di Caneva abbinati alla "American Koelsch" Apollo - che ho trovato più in forma del solito, nella misura in cui ho percepito un maggiore e apprezzabile equilibrio tra l'anima tedesca dello stile di base e la delicata luppolatura americana, che si coglie ma non snatura -; quindi crostino di pancetta affumicata, mela verde e chutney al peperoncino abbinato alla summer ale Nova versione Mosaic - forse un po' aggressivo per il miei gusti il dry hopping, ma la luppolatura fruttata così decisa ha avuto la sua ottima ragion d'essere nell'accostarsi al chutney, persistendo anche in bocca e contrastando con eleganza il piccante; crostino al frant alle arance della latteria di Taiedo con la "saison ipa" Galassia - interessante il gioco tra l'agrume e lo speziato del lievito belga, per quanto in questa versione l'intensità di quest'ultimo vada a scapito della luppolatura; e spezzatino di guanciale alla "belgian stout" Maan abbinato alla stessa - nuova versione, più "ruffiana" nella misura in cui è più dolce e meno secca. Rimane una delle loro birre meglio riuscite, anche se personalmente preferisco la versione "verace" - che, per quanto inizialmente possa lasciare perplessi per la sua intensità di cacao, caffè e liquirizia, riesce a farsi bere in maniera pericolosamente facile nonostante i 10 gradi in virtù di secchezza ed equilibrio nella complessità. Nel complesso tutti abbinamenti ben riusciti, in particolare il secondo, nel gioco appunto tra chutney e luppolatura tropicale.Da ultimo, una considerazione sulla situazione in cui si trova il birrificio. Al momento infatti, pur essendo l'impianto pronto a partire, Birra Galassia è ferma per questioni burocratiche e di interpretazioni della normativa; situazione in cui, ahimé, altri birrifici di mia conoscenza si trovano o si sono trovati. Al di là di quanto certe norme siano o meno giustificate - e diamo pure per buono che lo siano -, la questione è un'altra: che l'applicazione di quelle stesse leggi e regolamenti attuativi che dovrebbero tutelare i piccoli birrifici, come da intenti esplicitamente dichiarati da chi li ha prima promossi e poi approvati, avviene in maniera tale da ostacolarli. Una coincidenza "tragicamente ironica", per dirla con i ragazzi di Galassia, in quanto a tempi e modalità di interpretazione e applicazione. E questo, in una fase storica in cui è necessario incentivare l'imprenditoria, è un grossissimo problema - non solo per i birrifici.

In una nuova Galassia

Ho avuto l'opportunità e il piacere di partecipare alla visita in anteprima al nuovo stabilimento di Birra Galassia; che, dopo anni di onorato beerfirm, sta per avviare il proprio impianto a Pordenone - riportando la produzione di birra in città dopo oltre un secolo.L'impianto è di dimensioni contenute - 3 hl -; consono tuttavia non solo a quelle che possono realisticamente essere le ambizioni quantitative in questo momento, ma anche alla propensione alla creazione di birre sperimentali (che ancora escono dal loro impianto pilota casalingo). Parlando con i ragazzi, ho colto quasi del sollievo nel fatto di avere d'ora in poi la prospettiva di quantità più piccole rispetto a quelle richieste dai birrifici dove facevano beerfirm: molto spesso trovano infatti necessario lavorare su scala più piccola per svariate ragioni - dal fatto che le birre sperimentali hanno oggettivamente un mercato più ristretto, a questioni legate più strettamente al processo produttivo e agli ingredienti. Senza contare, aggiungo io, che il fatto di fare beerfirm pone un problema di costanza delle birre: anche dando per buona l'abilità sia del beerfirmer che del mastro birraio titolare, è evidente che, a meno di non rivolgersi sempre allo stesso birrificio, la stessa ricetta in impianti diversi risulterà inevitabilmente diversa.Con l'occasione i ragazzi avevano allestito anche una degustazione con abbinamenti gastronomici curati da due di loro, Christian Gusso - forte della sua esperienza in cucina all'Urban Farmhouse - e Davide Bernardini. In prima battuta crostini di prosciutto crudo, stracchino della latteria di Taiedo e composta di Figo Moro di Caneva abbinati alla "American Koelsch" Apollo - che ho trovato più in forma del solito, nella misura in cui ho percepito un maggiore e apprezzabile equilibrio tra l'anima tedesca dello stile di base e la delicata luppolatura americana, che si coglie ma non snatura -; quindi crostino di pancetta affumicata, mela verde e chutney al peperoncino abbinato alla summer ale Nova versione Mosaic - forse un po' aggressivo per il miei gusti il dry hopping, ma la luppolatura fruttata così decisa ha avuto la sua ottima ragion d'essere nell'accostarsi al chutney, persistendo anche in bocca e contrastando con eleganza il piccante; crostino al frant alle arance della latteria di Taiedo con la "saison ipa" Galassia - interessante il gioco tra l'agrume e lo speziato del lievito belga, per quanto in questa versione l'intensità di quest'ultimo vada a scapito della luppolatura; e spezzatino di guanciale alla "belgian stout" Maan abbinato alla stessa - nuova versione, più "ruffiana" nella misura in cui è più dolce e meno secca. Rimane una delle loro birre meglio riuscite, anche se personalmente preferisco la versione "verace" - che, per quanto inizialmente possa lasciare perplessi per la sua intensità di cacao, caffè e liquirizia, riesce a farsi bere in maniera pericolosamente facile nonostante i 10 gradi in virtù di secchezza ed equilibrio nella complessità. Nel complesso tutti abbinamenti ben riusciti, in particolare il secondo, nel gioco appunto tra chutney e luppolatura tropicale.Da ultimo, una considerazione sulla situazione in cui si trova il birrificio. Al momento infatti, pur essendo l'impianto pronto a partire, Birra Galassia è ferma per questioni burocratiche e di interpretazioni della normativa; situazione in cui, ahimé, altri birrifici di mia conoscenza si trovano o si sono trovati. Al di là di quanto certe norme siano o meno giustificate - e diamo pure per buono che lo siano -, la questione è un'altra: che l'applicazione di quelle stesse leggi e regolamenti attuativi che dovrebbero tutelare i piccoli birrifici, come da intenti esplicitamente dichiarati da chi li ha prima promossi e poi approvati, avviene in maniera tale da ostacolarli. Una coincidenza "tragicamente ironica", per dirla con i ragazzi di Galassia, in quanto a tempi e modalità di interpretazione e applicazione. E questo, in una fase storica in cui è necessario incentivare l'imprenditoria, è un grossissimo problema - non solo per i birrifici.