Girovagando per i Balcani birrari – Parte prima: Belgrado e Sarajevo

Un viaggio per i Balcani non è mai una cosa banale. I Balcani sono un crogiolo di popoli e culture, storie e passioni. Così vicini a noi geograficamente ma lontani per vicissitudini storico-politiche che ancora oggi fanno rabbrividire. Nella preparazione dell’itinerario (Belgrado-Sarajevo-Mostar-Dubrovnik-Kotor) oltre a mezzi di trasporto, hotel e siti di interesse culturale non ho resistito …

Prossimi eventi: Genova Beer Festival, BeeRiver, Birrart Classic e non solo

Le temperature ancora miti di questo primo scorcio di autunno sono un ottimo pretesto per continuare a scoprire quali eventi birrari ci attendono a ottobre. Cominciamo dalla stretta attualità, poiché oggi inizieranno altri due festival oltre a quelli già segnalati in passato: BeeRiver a Pisa, con dieci birrifici italiani e un programma molto ricco, e …

Il Birrificio Lambrate si lancia negli affinamenti in legno: in arrivo la Barrel Series

Nella sua più che ventennale attività il Birrificio Lambrate è rimasto sempre fedele alla sua filosofia, costruendo fama e successi intorno a un’identità forte e molto peculiare. La gamma base del produttore, rimasta pressoché identica nei primi anni, si è col tempo arricchita: oggi si contano decine di birre, suddivise nelle linee Classiche, Stagionali, Collaborazioni …

Squisita Torino: i piatti della tradizione piemontese abbinati alla birra locale

Torino è una città fondamentale per la storia del nostro paese, prima capitale del Regno d’Italia e, oggi città dalla bellezza austera, brava a rilanciarsi e rifarsi il trucco dopo la fine della grande epoca delle fabbriche: una sfida che la città ha saputo vincere rispolverando talenti e bellezze. La grandezza della tradizione culinaria torinese è figlia dei …

Una cena in Brussa

La settimana scorsa ho avuto finalmente occasione di provare la cucina che il birrificio B2O ha aperto quest'estate - insieme a Enrico ed Emma, peraltro, in una serata in famiglia. Come chi mi segue già sa, il birrificio ha inaugurato la sua nuova sede giusto un anno fa, all'interno della barchessa ristrutturata di una vecchia casa contadina nell'oasi naturale della Brussa; e, tassello dopo tassello, ha prima aperto la tap room e poi appunto la cucina, che utilizza ingredienti provenienti dall'azienda agricola stessa o da altre del circondario.Accolti con il consueto calore da Gianluca, abbiamo iniziato con un tagliere di salumi e formaggi per accompagnare l'aperitivo. Io e Enrico ci siamo divisi  una helles Sibilla e una Grodziskie - come da usanza si fa beer sharing per assaggiare di più...dopotutto anche il marito bisogna sceglierselo bene, specie se hai pure una pupa di nove mesi che sgrana gli occhi e cerca di afferrare il bicchiere rischiando di farsi consegnare seduta stante ai servizi sociali. Se la Sibilla si conferma una birra sostanzialmente "buona per tutte le stagioni" in virtù della sua versatilità, e del peculiare taglio amaro finale dai toni quasi balsamici del luppolo Sybilla che "puliscono" il salume, devo dire che anche la Grodziskie nell'accompagnare un tagliere ha naturalmente il suo perché: le note di affumicato, in particolare con la pancetta, fanno uno sposalizio degno di nota.Siamo poi passati al piatto principale - petto di pollo alla griglia con verdure per me, e grigliata mista per Enrico. Io ho scelto la Gabi, ragionando che una pilsner dal corpo un po' più robusto e tostato e un amaro più deciso di quelle canoniche avrebbe accompagnato a dovere una carne sì bianca, ma che è pur sempre grigliata, e quindi necessita di una birra più importante che se fosse cotta in altra maniera; mentre Enrico è andato sul classico con la Brussa, una Irish Red Ale, che con la carne rossa non è mai un errore - corpo tra il tostato e caramellato e finale di un amaro non invasivo, ma sufficiente a chiudere la bevuta aprendo al boccone e al sorso successivi. Anche in questo caso due scelte indovinate, e complimenti al cuoco per l'ottima cottura.La sorpresa è stato in realtà il dolce, il birramisù con la stout Renera. Io ho ordinato d'istinto appunto una Renera, data l'associazione scontata tra un dolce con il cacao e le birre scure; Gianluca mi ha per contro suggerito la blanche Terra, che esibisce peraltro una speziatura discretamente robusta per lo stile. E' finita che io ed Enrico abbiamo anche questa volta scelto due birre diverse, così da poter provare entrambe le opzioni. E devo dire che mi sono trovata a dare ragione a Gianluca: se l'accompagnamento con la Renera non è sgradevole, tende a risultare però ripetitivo rispetto al fatto che è già presente nel dolce - che peraltro non ha moltissimo cacao, per cui il gusto del cioccolato non risulta dominante. Più dominante risulta invece quello della crema, rispetto alla quale l'accostamento con la speziatura tra arancia e coriandolo della Terra è stata una rivelazione: direi che si valorizzavano a vicenda per contrasto prima, e finendo per amalgamarsi poi, come se la speziatura "entrasse" nella crema.Insomma, una cena "impegnativa" ma senz'altro interessante; di nuovo un grazie a Gianluca per averci accompagnati nel percorso degustativo.

Una cena in Brussa

La settimana scorsa ho avuto finalmente occasione di provare la cucina che il birrificio B2O ha aperto quest'estate - insieme a Enrico ed Emma, peraltro, in una serata in famiglia. Come chi mi segue già sa, il birrificio ha inaugurato la sua nuova sede giusto un anno fa, all'interno della barchessa ristrutturata di una vecchia casa contadina nell'oasi naturale della Brussa; e, tassello dopo tassello, ha prima aperto la tap room e poi appunto la cucina, che utilizza ingredienti provenienti dall'azienda agricola stessa o da altre del circondario.Accolti con il consueto calore da Gianluca, abbiamo iniziato con un tagliere di salumi e formaggi per accompagnare l'aperitivo. Io e Enrico ci siamo divisi  una helles Sibilla e una Grodziskie - come da usanza si fa beer sharing per assaggiare di più...dopotutto anche il marito bisogna sceglierselo bene, specie se hai pure una pupa di nove mesi che sgrana gli occhi e cerca di afferrare il bicchiere rischiando di farsi consegnare seduta stante ai servizi sociali. Se la Sibilla si conferma una birra sostanzialmente "buona per tutte le stagioni" in virtù della sua versatilità, e del peculiare taglio amaro finale dai toni quasi balsamici del luppolo Sybilla che "puliscono" il salume, devo dire che anche la Grodziskie nell'accompagnare un tagliere ha naturalmente il suo perché: le note di affumicato, in particolare con la pancetta, fanno uno sposalizio degno di nota.Siamo poi passati al piatto principale - petto di pollo alla griglia con verdure per me, e grigliata mista per Enrico. Io ho scelto la Gabi, ragionando che una pilsner dal corpo un po' più robusto e tostato e un amaro più deciso di quelle canoniche avrebbe accompagnato a dovere una carne sì bianca, ma che è pur sempre grigliata, e quindi necessita di una birra più importante che se fosse cotta in altra maniera; mentre Enrico è andato sul classico con la Brussa, una Irish Red Ale, che con la carne rossa non è mai un errore - corpo tra il tostato e caramellato e finale di un amaro non invasivo, ma sufficiente a chiudere la bevuta aprendo al boccone e al sorso successivi. Anche in questo caso due scelte indovinate, e complimenti al cuoco per l'ottima cottura.La sorpresa è stato in realtà il dolce, il birramisù con la stout Renera. Io ho ordinato d'istinto appunto una Renera, data l'associazione scontata tra un dolce con il cacao e le birre scure; Gianluca mi ha per contro suggerito la blanche Terra, che esibisce peraltro una speziatura discretamente robusta per lo stile. E' finita che io ed Enrico abbiamo anche questa volta scelto due birre diverse, così da poter provare entrambe le opzioni. E devo dire che mi sono trovata a dare ragione a Gianluca: se l'accompagnamento con la Renera non è sgradevole, tende a risultare però ripetitivo rispetto al fatto che è già presente nel dolce - che peraltro non ha moltissimo cacao, per cui il gusto del cioccolato non risulta dominante. Più dominante risulta invece quello della crema, rispetto alla quale l'accostamento con la speziatura tra arancia e coriandolo della Terra è stata una rivelazione: direi che si valorizzavano a vicenda per contrasto prima, e finendo per amalgamarsi poi, come se la speziatura "entrasse" nella crema.Insomma, una cena "impegnativa" ma senz'altro interessante; di nuovo un grazie a Gianluca per averci accompagnati nel percorso degustativo.

Una cena in Brussa

La settimana scorsa ho avuto finalmente occasione di provare la cucina che il birrificio B2O ha aperto quest'estate - insieme a Enrico ed Emma, peraltro, in una serata in famiglia. Come chi mi segue già sa, il birrificio ha inaugurato la sua nuova sede giusto un anno fa, all'interno della barchessa ristrutturata di una vecchia casa contadina nell'oasi naturale della Brussa; e, tassello dopo tassello, ha prima aperto la tap room e poi appunto la cucina, che utilizza ingredienti provenienti dall'azienda agricola stessa o da altre del circondario.Accolti con il consueto calore da Gianluca, abbiamo iniziato con un tagliere di salumi e formaggi per accompagnare l'aperitivo. Io e Enrico ci siamo divisi  una helles Sibilla e una Grodziskie - come da usanza si fa beer sharing per assaggiare di più...dopotutto anche il marito bisogna sceglierselo bene, specie se hai pure una pupa di nove mesi che sgrana gli occhi e cerca di afferrare il bicchiere rischiando di farsi consegnare seduta stante ai servizi sociali. Se la Sibilla si conferma una birra sostanzialmente "buona per tutte le stagioni" in virtù della sua versatilità, e del peculiare taglio amaro finale dai toni quasi balsamici del luppolo Sybilla che "puliscono" il salume, devo dire che anche la Grodziskie nell'accompagnare un tagliere ha naturalmente il suo perché: le note di affumicato, in particolare con la pancetta, fanno uno sposalizio degno di nota.Siamo poi passati al piatto principale - petto di pollo alla griglia con verdure per me, e grigliata mista per Enrico. Io ho scelto la Gabi, ragionando che una pilsner dal corpo un po' più robusto e tostato e un amaro più deciso di quelle canoniche avrebbe accompagnato a dovere una carne sì bianca, ma che è pur sempre grigliata, e quindi necessita di una birra più importante che se fosse cotta in altra maniera; mentre Enrico è andato sul classico con la Brussa, una Irish Red Ale, che con la carne rossa non è mai un errore - corpo tra il tostato e caramellato e finale di un amaro non invasivo, ma sufficiente a chiudere la bevuta aprendo al boccone e al sorso successivi. Anche in questo caso due scelte indovinate, e complimenti al cuoco per l'ottima cottura.La sorpresa è stato in realtà il dolce, il birramisù con la stout Renera. Io ho ordinato d'istinto appunto una Renera, data l'associazione scontata tra un dolce con il cacao e le birre scure; Gianluca mi ha per contro suggerito la blanche Terra, che esibisce peraltro una speziatura discretamente robusta per lo stile. E' finita che io ed Enrico abbiamo anche questa volta scelto due birre diverse, così da poter provare entrambe le opzioni. E devo dire che mi sono trovata a dare ragione a Gianluca: se l'accompagnamento con la Renera non è sgradevole, tende a risultare però ripetitivo rispetto al fatto che è già presente nel dolce - che peraltro non ha moltissimo cacao, per cui il gusto del cioccolato non risulta dominante. Più dominante risulta invece quello della crema, rispetto alla quale l'accostamento con la speziatura tra arancia e coriandolo della Terra è stata una rivelazione: direi che si valorizzavano a vicenda per contrasto prima, e finendo per amalgamarsi poi, come se la speziatura "entrasse" nella crema.Insomma, una cena "impegnativa" ma senz'altro interessante; di nuovo un grazie a Gianluca per averci accompagnati nel percorso degustativo.

Miyazaki ha realizzato il logo di un birrificio giapponese

Come riportato dal sito Nautiljon, è il  maestro dell’animazione giapponese Hayao Miyazaki l’autore del restyling del logo del birrificio artigianale Echigo Beer. Il produttore, situato nella prefettura di Niigata, si è affidato al grande artista celebre per i suoi numerosi film d’animazione. Al lavoro ha partecipato anche Toshio Suzuki, produttore dello Studio Ghibli, che ha contribuito realizzando …

Nuove birre da MC-77 + Hop Skin, P3 Brewing, Mezzavia, Babylon e TBF

La panoramica di oggi sulle nuove birre italiane si apre all’insegna di una collaborazione tra due giovani – anche se non più giovanissimi 🙂 – birrifici italiani: il marchigiano MC-77 e il lombardo Hop Skin. Frutto del loro incontro è la Time Bomb (7,7%), una Double IPA bella aggressiva che chiaramente gioca sull’intensità della luppolatura. …