5 famose citazioni birrarie meritevoli di essere conosciute

D’accordo, al giorno d’oggi essere creativi non è facile. Sarà anche per questa ragione che frequentando il mondo della birra si finisce per incappare sempre nelle solite citazioni, usate per promuovere simpaticamente la propria attività. C’è chi con responsabilità sociale invita a “non fermarsi alla terza media”, chi mostra uno spirito ecologista con “save water, ...

Il Birrificio Dinamo vende il suo impianto produttivo

Il Birrificio Dinamo vende il suo impianto della Toscana Inox completo di sala cottura da 250 litri di birra finita e boiler acqua calda da 300 litri, tutti e due elettrici, acquistati Dicembre 2015. Di seguito la descrizione dettagliata dei macchinari. SALA COTTURA 250 LT ELETTRICA Modello completamente alimentato elettricamente in grado di produrre 250 ...

Cremona, che BonTà

Sono "reduce" da Il BonTà, l'evento annuale di Cremona Fiere dedicato al settore enogastronomico, che quest'anno ha per la prima volta riservato un comparto specifico alle birre artigianali - battezzato Special Beer Expo. Con piacere ho colto l'invito a condurre alcune degustazioni e conferenze, che mi hanno peraltro dato l'occasione di conoscere nuovi birrifici e nuove birre. Ne cito qui alcune, nell'impossibilità di parlare di tutte.Inizio dalla Rest In Pils, nata in casa Brewfist dal malto dell'agricoltore Carlo Eugenio Fiorani e portata in Fiera da Chocolat Cremona - a cui va una nota di merito per l'ottimo allestimento della sua "zona pub". Una pils monomalto e monoluppolo sui generis grazie al luppolo sloveno Aurora (usato anche in dry hopping), che conferisce intense note erbacee, floreali e finanche balsamiche già all'olfatto, supportate da un corpo discretamente robusto in cui il cereale entra in forza con note di miele, e un finale di un amaro secco, erbaceo ed elegante. Proseguo con la Melita del birrificio Maspy, una lager ambrata al miele di tiglio, in cui è decisamente quest'ultimo a farla da padrone sia all'olfatto - insieme a note floreali - che nel corpo: per gli amanti del dolce, dato che la lieve luppolatura finale, pur presente, almeno per quella che è la mia percezione non è tale da eliminare la persistenza mielosa.Ho ritrovato con piacere il birrificio Padus di cui ho provato la Stella Alpina, nata nel 2013 in occasione dell'adunata degli Alpini a Piacenza (la foto risale all'epoca) e ispirata appunto ai classici aromi alpini: trattasi infatti di una strong ale al ginepro, in cui la bacca spicca già al naso - unitamente a note sia maltate che erbacee, ugualmente intense ma nettamente distinte, che non si amalgamano -; e se al palato pare predominare la rosa di sapori caramellati, questi subito lasciano nuovamente spazio a toni amari, balsamici e nettamente secchi per il genere, a ricordare quasi certe grappe. Se l'intento era quello di ispirarsi ai sapori alpini, si può dire che è riuscito.Da segnalare poi la Pirata Nero del birrificio Moncerà, una birra dal color mogano scuro anch'essa sui generis e alquanto originale, che al naso presenta note tra l'acidulo, il legnoso e il liquoroso che farebbero quasi pensare sia passata in botte: il birraio assicura di no, tutta una questione di malti, lieviti e spezie, che fanno quasi avvicinare questa birra ad un incrocio tra un barley wine ed una flemish red - ma che non mi spiegano l'acidulo. Anche volendo però fare i precisi affermando che la nota acida tecnicamente non dovrebbe esserci, in questo caso si tratta di una pecca felice, perché nel complesso, come si suol dire, "ci sta" - mentirei se dicessi che non si tratta di una birra armoniosa e gradevole a bersi: per cui beviamoci su senza troppi pensieri (se non quello del grado alcolico, visto che ne fa otto). Come non citare inoltre la Perfect Circle di Crack, una ipa che è un tripudio di aromi e sapori che vanno dal pompelmo, al lime, all'ananas, alla papaya per chiudere dopo un corpo sufficientemente robusto da supportare la luppolatura - "in un cerchio perfetto", come il nome stesso dice - su un persistente amaro fruttato e resinoso. Da ultimo la novità di casa Legnone, la Primo taglio, una light hoppy ale: buona schiuma, naso agrumato e floreale, corpo leggero ma non annacquato, finale agrumato in cui lo styrian golding in monoluppolo aggiunge però un balsamico resinoso finale.Chiudo con un ringraziamento a tutto lo staff del BonTà e agli espositori che hanno gentilmente fornito le birre e gli abbinamenti per le degustazioni, nonché a tutti i partecipanti agli incontri, sempre molto interessati e pronti ad interagire.

Cremona, che BonTà

Sono "reduce" da Il BonTà, l'evento annuale di Cremona Fiere dedicato al settore enogastronomico, che quest'anno ha per la prima volta riservato un comparto specifico alle birre artigianali - battezzato Special Beer Expo. Con piacere ho colto l'invito a condurre alcune degustazioni e conferenze, che mi hanno peraltro dato l'occasione di conoscere nuovi birrifici e nuove birre. Ne cito qui alcune, nell'impossibilità di parlare di tutte.Inizio dalla Rest In Pils, nata in casa Brewfist dal malto dell'agricoltore Carlo Eugenio Fiorani e portata in Fiera da Chocolat Cremona - a cui va una nota di merito per l'ottimo allestimento della sua "zona pub". Una pils monomalto e monoluppolo sui generis grazie al luppolo sloveno Aurora (usato anche in dry hopping), che conferisce intense note erbacee, floreali e finanche balsamiche già all'olfatto, supportate da un corpo discretamente robusto in cui il cereale entra in forza con note di miele, e un finale di un amaro secco, erbaceo ed elegante. Proseguo con la Melita del birrificio Maspy, una lager ambrata al miele di tiglio, in cui è decisamente quest'ultimo a farla da padrone sia all'olfatto - insieme a note floreali - che nel corpo: per gli amanti del dolce, dato che la lieve luppolatura finale, pur presente, almeno per quella che è la mia percezione non è tale da eliminare la persistenza mielosa.Ho ritrovato con piacere il birrificio Padus di cui ho provato la Stella Alpina, nata nel 2013 in occasione dell'adunata degli Alpini a Piacenza (la foto risale all'epoca) e ispirata appunto ai classici aromi alpini: trattasi infatti di una strong ale al ginepro, in cui la bacca spicca già al naso - unitamente a note sia maltate che erbacee, ugualmente intense ma nettamente distinte, che non si amalgamano -; e se al palato pare predominare la rosa di sapori caramellati, questi subito lasciano nuovamente spazio a toni amari, balsamici e nettamente secchi per il genere, a ricordare quasi certe grappe. Se l'intento era quello di ispirarsi ai sapori alpini, si può dire che è riuscito.Da segnalare poi la Pirata Nero del birrificio Moncerà, una birra dal color mogano scuro anch'essa sui generis e alquanto originale, che al naso presenta note tra l'acidulo, il legnoso e il liquoroso che farebbero quasi pensare sia passata in botte: il birraio assicura di no, tutta una questione di malti, lieviti e spezie, che fanno quasi avvicinare questa birra ad un incrocio tra un barley wine ed una flemish red - ma che non mi spiegano l'acidulo. Anche volendo però fare i precisi affermando che la nota acida tecnicamente non dovrebbe esserci, in questo caso si tratta di una pecca felice, perché nel complesso, come si suol dire, "ci sta" - mentirei se dicessi che non si tratta di una birra armoniosa e gradevole a bersi: per cui beviamoci su senza troppi pensieri (se non quello del grado alcolico, visto che ne fa otto). Come non citare inoltre la Perfect Circle di Crack, una ipa che è un tripudio di aromi e sapori che vanno dal pompelmo, al lime, all'ananas, alla papaya per chiudere dopo un corpo sufficientemente robusto da supportare la luppolatura - "in un cerchio perfetto", come il nome stesso dice - su un persistente amaro fruttato e resinoso. Da ultimo la novità di casa Legnone, la Primo taglio, una light hoppy ale: buona schiuma, naso agrumato e floreale, corpo leggero ma non annacquato, finale agrumato in cui lo styrian golding in monoluppolo aggiunge però un balsamico resinoso finale.Chiudo con un ringraziamento a tutto lo staff del BonTà e agli espositori che hanno gentilmente fornito le birre e gli abbinamenti per le degustazioni, nonché a tutti i partecipanti agli incontri, sempre molto interessati e pronti ad interagire.

Azienda birraria vende impianti di spillatura, soprabanco e furgone

Per cambio attività azienda birraria vende: Impianto spillatura 8 vie perfettamente funzionante completo di 8 colonne cobra bronzate, manometri, rubinetti e 8 attacchi a baionetta, raccogli gocce e bombola Motore usato poco e perfetto, corpo ad altezza variabile per carico su furgone Nissan NV 200. Prezzo orientativo 2500 Euro Impianto spillatura 5 vie, perfettamente funzionante ...

Shock nella birra craft canadese: Trou du Diable acquistata da Molson Coors

Nonostante la scena birraria del Canada sia piuttosto varia, da noi sono solo due i produttori che vengono considerati di alto livello: Dieu du Ciel e Trou du Diable. Ebbene, da giovedì scorso possiamo pure depennare il secondo nome poiché è ufficialmente passato sotto il controllo dell’industria, andando a rimpinguare il numero dei birrifici craft ...

Ancora eventi a novembre: BeerCatania, Birre e Buoi, Agribeer e Birrafacendo

In questo momento stiamo vivendo quel periodo di mezzo che cade tra la fine della stagione degli eventi estivi (che in realtà proseguono fino a ottobre) e l’inizio di quelli natalizi. Eppure la nostra agenda continua a sfornare appuntamenti interessanti, seppur con una frequenta comprensibilmente diversa. Come quelli che si avvicenderanno per il resto del ...