Italia in evidenza al Barcelona Beer Challenge: 25 medaglie di cui 6 d’oro

Nel fine settimana appena concluso si è tenuto in Spagna il Barcelona Beer Festival e contestualmente alla manifestazione sono stati svelati i risultati del Barcelona Beer Challenge, concorso internazionale molto giovane ma che gode già di una certa considerazione nell’ambiente. I risultati per i nostri birrifici sono stati egregi, con ben 25 medaglie ottenute e ...

Santa Lucia, weekend primo e capitolo secondo

Ed eccomi, alla fine dell'intenso weekend, a proseguire la panoramica su alcune delle novità provate. Come già anticipato con un paio di foto, allo stand del Legnone ho provato - in bicchiere di vetro, nota di favore all'inappuntabilità del servizio - l'ultima nata, la tripel al cardamomo Divano Belga. Nel complesso mi ha dato l'impressione di una tripel in stile: la speziatura al cardamomo, molto leggera, si amalgama infatti con quella che è la "speziatura" naturale del lievito, aprendo ad un corpo ben pieno e caramellato come da manuale. Il tocco di originalità arriva piuttosto alla fine, quando il cardamomo torna a smorzare i sentori alcolici e zuccherini, contribuendo a un finale più "pulito" di quanto ci si aspetterebbe da una birra del genere. Sempre al Legnone mi è stata consigliata come "particolarmente in forma" la apa Franklin: luppolatura fruttata delicata, corpo molto scorrevole e finale notevolmente secco, a beneficio di bevibilità.Altra piacevole sosta è stata quella dalla Brasseria della Fonte, accolta sempre con calore da Samuele e Letizia, dove ho assaggiato la porter. Samuele ha riferito di tostare da sé il malto: dai luppoli freschi per la Freshoops a questi malti, insomma, una conferma del fatto che al ragazzo piace mettere mano da sé anche alle materie prime. La tostatura si fa in effetti notare per essere piuttosto "verace", senza tuttavia pregiudicare la morbidezza dell'insieme anche grazie all'aggiunta di avena; e altra nota di particolarità è data dal Columbus in monoluppolo, che - già intuibile all'aroma, per quanto sovrastato dalla tostatura - sul finale dà una chiusura resinosa del tutto peculiare in una porter. Una reinterpretazione personale che, pur in quanto tale disconstandosi dallo stile, ha comunque il merito di non stravolgerlo e id arrivare ad un risultato finale armonioso. Nota curiosa sulla Brasseria della Fonte è che nel sito sono pubblicate tutte le ricette: qualcuno osserverà che Teo Musso con la sua serie Open è arrivato prima, fatto sta che ad oggi è - tra i birrifici di mia conoscenza, perlomeno - l'unico che pubblica tutte le ricette. Altra tappa è stata quella da L'Inconsueto, che ha portato la nuova ale chiara alla canapa. I sentori erbacei della foglia sono infatti particolarmnete intensi sia all'aroma che in bocca, pur senza risultare eccessivi, anche grazie al finale secco e pulito. Altra novità di casa Inconsueto è la birra allo zafferano afghano, considerato tra i più pregiati al mondo - che personalmente avrei però gradito meno intensa come aromatizzazione.Naturalmente il mio "giro" a Santa Lucia è stato molto più lungo, e ringrazio tutti gli altri birrifici presenti; il prossimo fine settimana sarà la volta dei birrifici triveneti, rimanete sintonizzati!

Santa Lucia, weekend primo e capitolo secondo

Ed eccomi, alla fine dell'intenso weekend, a proseguire la panoramica su alcune delle novità provate. Come già anticipato con un paio di foto, allo stand del Legnone ho provato - in bicchiere di vetro, nota di favore all'inappuntabilità del servizio - l'ultima nata, la tripel al cardamomo Divano Belga. Nel complesso mi ha dato l'impressione di una tripel in stile: la speziatura al cardamomo, molto leggera, si amalgama infatti con quella che è la "speziatura" naturale del lievito, aprendo ad un corpo ben pieno e caramellato come da manuale. Il tocco di originalità arriva piuttosto alla fine, quando il cardamomo torna a smorzare i sentori alcolici e zuccherini, contribuendo a un finale più "pulito" di quanto ci si aspetterebbe da una birra del genere. Sempre al Legnone mi è stata consigliata come "particolarmente in forma" la apa Franklin: luppolatura fruttata delicata, corpo molto scorrevole e finale notevolmente secco, a beneficio di bevibilità.Altra piacevole sosta è stata quella dalla Brasseria della Fonte, accolta sempre con calore da Samuele e Letizia, dove ho assaggiato la porter. Samuele ha riferito di tostare da sé il malto: dai luppoli freschi per la Freshoops a questi malti, insomma, una conferma del fatto che al ragazzo piace mettere mano da sé anche alle materie prime. La tostatura si fa in effetti notare per essere piuttosto "verace", senza tuttavia pregiudicare la morbidezza dell'insieme anche grazie all'aggiunta di avena; e altra nota di particolarità è data dal Columbus in monoluppolo, che - già intuibile all'aroma, per quanto sovrastato dalla tostatura - sul finale dà una chiusura resinosa del tutto peculiare in una porter. Una reinterpretazione personale che, pur in quanto tale disconstandosi dallo stile, ha comunque il merito di non stravolgerlo e id arrivare ad un risultato finale armonioso. Nota curiosa sulla Brasseria della Fonte è che nel sito sono pubblicate tutte le ricette: qualcuno osserverà che Teo Musso con la sua serie Open è arrivato prima, fatto sta che ad oggi è - tra i birrifici di mia conoscenza, perlomeno - l'unico che pubblica tutte le ricette. Altra tappa è stata quella da L'Inconsueto, che ha portato la nuova ale chiara alla canapa. I sentori erbacei della foglia sono infatti particolarmnete intensi sia all'aroma che in bocca, pur senza risultare eccessivi, anche grazie al finale secco e pulito. Altra novità di casa Inconsueto è la birra allo zafferano afghano, considerato tra i più pregiati al mondo - che personalmente avrei però gradito meno intensa come aromatizzazione.Naturalmente il mio "giro" a Santa Lucia è stato molto più lungo, e ringrazio tutti gli altri birrifici presenti; il prossimo fine settimana sarà la volta dei birrifici triveneti, rimanete sintonizzati!

Santa Lucia, le prime impressioni

E' iniziata ieri sera la Fiera della Birra Artigianale di Santa Lucia di Piave, alla quale ho presenziato come di consueto. Il primo weekend è dedicato ai birrifici italiani, tra i quali ho trovato sia vecchie che nuove conoscenze; nonché nuove birre tra le vecchie conoscenze, e mi si perdoni il gioco di parole.Mi limito qui ad una veloce impressione in merito ad alcune delle nuove birre provate. Innanzitutto la Wasabi, la nuova bitter del Diciottozerouno: aroma tra il terroso e il tostato di puro stampo inglese, inizialmente appare piuttosto annacquata - sì, lo so, "watery" è più figo, però questo vuol dire -, ma svela poi un ben riuscito connubio tra le note caramellate e l'amaro erbaceo in un finale notevolmente secco (quattro gradi alcolici e quattro gradi plato finali). Una birra che riesce bene nel suo intento dell'invitare a bere in quantità, come testimoniano anche le magliette dei ragazzi, che recitano "Stai prendendo troppe decisioni da sobrio. Possiamo aiutarti".In secondo luogo la nuova creatura di Chiara Baù del Jeb, la Zaffron, golden ale allo zafferano coltivato vicino al birrificio nell'ambito di un progetto più ampio di valorizzazione dei prodotti del territorio.Lo zafferano in sé si accompagna bene alla golden ale, la più "neutra" tra le birre del Jeb nonostante la leggera punta speziata del lievito; forse l'avrei apprezzato leggermente più delicato, dato che risalta molto bene sia all'aroma che nel corpo - Chiara ha comunque confermato che sta pensando anche ad una versione meno aromatizzata. Va detto che lo zafferano non è comunque eccessivo neanche nella versione attuale; interessante sarebbe l'abbinamento con cibi che "chiamano" lo zafferano, come risotti o formaggi freschi, così che sia la birra e non la spezia a dare l'aromatizzazione. Degna di nota comunque anche la Indedark, nuova formulazione della oatmeal stout.La Brasseria Alpina mi ha invece riservato la Sberla Nera (sorella maggiore della Berla Nera), una imperial stout "di quelle toste": nove gradi e una girandola di profumi e sapori tra il tostato, la liquirizia, il caffè, il cacao, e significative note balsamiche. Nota distintiva che ho trovato è il finale decisamente secco e amaro - 60 ibu -, che rende una birra dal corpo molto robusto e dalla gradazione alcolica alta decisamente beverina.Non potevo poi mancare la black ipa Buco Nero del Calibro 22, fresca di primo premio nella sua categoria a Birra dell'Anno. In effetti è una birra che stupisce, a partire dalla generosa luppolatura agrumata; e il corpo, pur presentando i sapori tostati d'ordinanza, risulta comunque molto scorrevole nonostante gil oltre sei gradi alcolici. Finale secco e pulito, di un amaro resinoso persistente ma non invadente, che chiama il sorso successivo.Da ultimo, ma non per importanza, La Gilda dei Nani birrai. Già avevo avuto modo di provare la scottish ale Cordis e la blonde ale al peperoncino Shire, così questa volta mi sono diretta sulla saison Kinzy. Una birra che personalmente ho trovato un po' sui generis all'interno dello stile, data la maniera in cui risalta la componente tra il fruttato e l'agrumato - che si coglie essere anche da luppolo, non solo da lievito - e che predomina sulla componente speziata; che ritorna poi come d'ordinanza in bocca, soprattutto sul finale. Che dire, tra poche ore si ricomincia...per chi c'è vi aspetto!

Santa Lucia, le prime impressioni

E' iniziata ieri sera la Fiera della Birra Artigianale di Santa Lucia di Piave, alla quale ho presenziato come di consueto. Il primo weekend è dedicato ai birrifici italiani, tra i quali ho trovato sia vecchie che nuove conoscenze; nonché nuove birre tra le vecchie conoscenze, e mi si perdoni il gioco di parole.Mi limito qui ad una veloce impressione in merito ad alcune delle nuove birre provate. Innanzitutto la Wasabi, la nuova bitter del Diciottozerouno: aroma tra il terroso e il tostato di puro stampo inglese, inizialmente appare piuttosto annacquata - sì, lo so, "watery" è più figo, però questo vuol dire -, ma svela poi un ben riuscito connubio tra le note caramellate e l'amaro erbaceo in un finale notevolmente secco (quattro gradi alcolici e quattro gradi plato finali). Una birra che riesce bene nel suo intento dell'invitare a bere in quantità, come testimoniano anche le magliette dei ragazzi, che recitano "Stai prendendo troppe decisioni da sobrio. Possiamo aiutarti".In secondo luogo la nuova creatura di Chiara Baù del Jeb, la Zaffron, golden ale allo zafferano coltivato vicino al birrificio nell'ambito di un progetto più ampio di valorizzazione dei prodotti del territorio.Lo zafferano in sé si accompagna bene alla golden ale, la più "neutra" tra le birre del Jeb nonostante la leggera punta speziata del lievito; forse l'avrei apprezzato leggermente più delicato, dato che risalta molto bene sia all'aroma che nel corpo - Chiara ha comunque confermato che sta pensando anche ad una versione meno aromatizzata. Va detto che lo zafferano non è comunque eccessivo neanche nella versione attuale; interessante sarebbe l'abbinamento con cibi che "chiamano" lo zafferano, come risotti o formaggi freschi, così che sia la birra e non la spezia a dare l'aromatizzazione. Degna di nota comunque anche la Indedark, nuova formulazione della oatmeal stout.La Brasseria Alpina mi ha invece riservato la Sberla Nera (sorella maggiore della Berla Nera), una imperial stout "di quelle toste": nove gradi e una girandola di profumi e sapori tra il tostato, la liquirizia, il caffè, il cacao, e significative note balsamiche. Nota distintiva che ho trovato è il finale decisamente secco e amaro - 60 ibu -, che rende una birra dal corpo molto robusto e dalla gradazione alcolica alta decisamente beverina.Non potevo poi mancare la black ipa Buco Nero del Calibro 22, fresca di primo premio nella sua categoria a Birra dell'Anno. In effetti è una birra che stupisce, a partire dalla generosa luppolatura agrumata; e il corpo, pur presentando i sapori tostati d'ordinanza, risulta comunque molto scorrevole nonostante gil oltre sei gradi alcolici. Finale secco e pulito, di un amaro resinoso persistente ma non invadente, che chiama il sorso successivo.Da ultimo, ma non per importanza, La Gilda dei Nani birrai. Già avevo avuto modo di provare la scottish ale Cordis e la blonde ale al peperoncino Shire, così questa volta mi sono diretta sulla saison Kinzy. Una birra che personalmente ho trovato un po' sui generis all'interno dello stile, data la maniera in cui risalta la componente tra il fruttato e l'agrumato - che si coglie essere anche da luppolo, non solo da lievito - e che predomina sulla componente speziata; che ritorna poi come d'ordinanza in bocca, soprattutto sul finale. Che dire, tra poche ore si ricomincia...per chi c'è vi aspetto!

Il birrificio Opperbacco vende una centrifuga

Il birrificio Opperbacco di Notaresco (TE) vende una centrifuga. Di seguito i dati tecnici: Acquistata a novembre 2014. 800 ore di lavoro alle spalle (praticamente nuova). Capacità tra i 1.500 e 2.000 litri all’ora. Il prezzo di vendita è fissato a 40.000 €. Per informazioni potete chiamare il numero 3385471653.  

Nuovi birrifici italiani: Altotevere, Ballarak, Bifor e Monpier de Gherdeina

Aprire un birrificio in Italia è da sempre un passaggio molto delicato, ma oggi come non mai è richiesta un’attenta pianificazione a ogni aspetto progettuale. In particolare – ci teniamo a ribadirlo – sembra ormai imprescindibile la presenza di un canale sicuro di vendita, che è rappresentato da locali di proprietà o da tap room. Queste ...