E fu così che negli Stati Uniti scoppiò la moda per le Italian-style Pilsner

Nel 2017 pubblicammo su Cronache di Birra una rassegna delle birre italiane più influenti di sempre, divisa in tre puntate. Decidemmo di partire dalla Tipopils del Birrificio Italiano, un classico senza tempo che ha rappresentato un modello di riferimento di importanza imprescindibile. In pochi hanno realmente capito l’importanza di questo prodotto nelle evoluzioni del movimento …

Prossimi eventi: Taormina Gourmet, Pordenone Beer Show e altri

Torniamo a parlare di appuntamenti birrari con l’immancabile rassegna del venerdì, che come previsto è decisamente meno corposa rispetto alle ultime settimane. Calo decisamente fisiologico visto il periodo, tuttavia se non avete ancora programmi per il weekend considerate che oggi iniziano due degli eventi che presentiamo oggi: il primo è Bi.Ra a Ravenna, il secondo …

Birradamare vende mulino, tank e altre attrezzature

Il Birrificio Birradamare srl sito in Via Falzarego 8, Fiumicino (Roma) vende attrezzatura usata: Mulino Engl D97525 Duotank orizzontale 10hl Duotank orizzontale 2,5hl Skid per filtri PALL con 2 campane da cartuccia singola (consigliata per acqua) Fusti acciaio 30L – n 80 Dosatore per rifermentazione Impianstistica varia per spillatura Campane filtranti Filtrox per Filtrodisk – …

Vienna e Innsbruck: due nuove mete per il beer geek europeo

Distanti tra loro circa quattro ore e un quarto di treno ad alta velocità, fino a pochi anni fa Vienna e Innsbruck, come l’Austria tutta a dir il vero, non brillavano certo per la qualità dell’offerta  birraria. Le cause erano da ricercare nel forte legame della scena brassicola e del pubblico con la tradizione bavarese, …

Nuove birre da Alder, Barley, Eastside, Opperbacco e Birranova

Tra i tanti eventi degni di nota degli ultimi giorni va sicuramente segnalata l’inaugurazione del birrificio Alder (pagina Facebook) a Seregno (MB), la nuova avventura di Marco Valeriani. Dopo le quattro creazioni di debutto, presenti alla prima di sabato scorso, è già tempo di una novità: venerdì 18 sarà infatti presentata la Yamada (5,5%) un’American …

3 Fonteinen: investimento da 25 milioni di euro per il suo ampliamento

Venerdì scorso è apparsa su The Brussels Times una notizia destinata a stravolgere il mondo del Lambic per come lo abbiamo conosciuto fino a oggi. Secondo l’articolo, infatti, il birrificio 3 Fonteinen è pronto a lanciarsi in un mega investimento di 25 milioni di euro per ampliare la sua sede di Lot, in pieno Pajottenland. …

Addio al pioniere Giovanni Turbacci: ci lascia il birraio italiano più anziano in attività

Come probabilmente ormai saprete, ieri mattina ci ha lasciato Giovanni Turbacci, uno dei pionieri della birra artigianale italiana. Giovanni aveva 74 anni compiuti a gennaio ed era il birraio italiano più anziano ancora in attività. Ha praticamente continuato a produrre birra fino all’ultimo, rinnovando una tradizione che andava avanti dal 1995, quando aprì all’interno del …

Ritorno al festival Nonsolobirra

Anche quest'anno sono ritornata volentieri in quel di Marano Vicentino per Nonsolobirra; che peraltro vedeva alcune nuove partecipazioni, accanto a nomi più "affezionati".Nuovo anche per me era Barbaforte, birrificio di Folgaria (TN), guidato dal vulcanico birraio Matteo. Il nome viene dalla pianta meglio conosciuta con il nome di rafano, dalla cui radice di ricava il noto cren; di cui Matteo è particolarmente appassionato, tanto da utilizzarla anche in una delle birre - la saison Quadro. Delle sei birre che aveva portato a Marano, questa è forse la più rappresentativa e caratterizzata: ai profumi speziati del tipico lievito si accostano le note della radice di genziana - anch'essa presente - e una peculiarità sempre erbaceo-balsamica data dal rafano; non invasive in bocca dove torna a dominare il cereale, prima di una chiusura di un amaro delicato ma deciso sui toni appunto della genziana e del rafano. Equilibrata nell'insieme, nonostante la complessità. Da segnalare anche la Golden Ale San Lorenzo - che in una degustazione alla cieca si potrebbe quasi prendere per una lager, data la componente di esteri pressoché assente, la luppolatura floreale elegante e il corpo di cereale e miele pieno e fragrante ma estremamente pulito - e la oatmeal stout Trifoglio, che fugge da qualsiasi ruffianesimo cioccolatoso per prediligere i toni tostati e di acidulo da malto tostato, per amor di beverinità- anche in virtù della scarsa persistenza. Ottima peraltro la schiuma, valorizzata dalla spillatura a pompa.Novità per me è stato anche il birrificio Leder, portato a Marano da Diexe distribuzione; in particolare il buon Roberto ha portato a loro Bohemian Dunkel, una lager scura che libera nel corpo pieno e caldo tutta la forza del cereale tostato tra il caffè e il pane nero, come onestamente mi era capitato di trovare solo appunto in Boemia. Molto contenuto l'amaro, e poco persistente nel complesso nonostante la forza gustativa.Novità non come birrificio ma come birre sono state la Hoppy Hour e la Mohjto del Jeb. La prima è una sui generis, una ale leggermente ambrata con ginepro, zenzero, scorza d'arancia, bergamotto e pepe di Sichuan. Ammetto che, quanto Chiara mi ha detto di averla pensata per l'aperitivo (da cui il nome) ero rimasta perplessa, perché mi dava l'idea di una birra dai sapori piuttosto forti; invece è estremamente bilanciata ed elegante, con un aroma ben integrato e non soverchiante tra le varie componenti, un corpo snello ma non evanescente con qualche nota di biscotto, e un finale in cui ritorna il balsamico del ginepro e un interessante gioco tra le due speziature complementari di zenzero e pepe. Necessita di poche descrizioni la Mohjto, nel senso che, pur rimanendo una birra e non un cocktail, è esattamente come ve la aspettereste dal nome: profumi di lime e zenzero con i relativi sapori che accompagnano tutta la bevuta, estremamente fresca e scorrevole.Infine ho conosciuto, come "fuori concorso" (nel senso che non partecipava al festival, ma all'evento organizzato la Le Donne della Birra) Birrachiara, di Chiara De Pisi; con le sue due etichette, la 23 e la Marea. La prima è una birra appunto chiara che gioca sul filo tra l'alta e la bassa fermentazione, nel senso che utilizza un lievito da bassa fatto lavorare ad una temperatura leggermente più alta; colore dorato, velata, schiuma bianca e pannosa, aromi tra il floreale e il cereale con una nota di miele e leggerissimi esteri; nota che si ripropone in bocca nel corpo snello ma non evanescente, prima del finale di un amaro erbaceo moderato e poco persistente. La seconda è una session ipa dai caratteristici profumi di agrumi e frutta tropicale, uniti al caramello del malto - come del resto intuibile dal colore ambrato -; in bocca la componente del malto vira quasi più sulla nocciola caramellata e sul biscotto, prima di un finale in cui, insieme all'agrume, torna anche una leggera nota balsamica e terrosa mediamente persistente. Nell'insieme due birre che denotano un risultato apprezzabile per un birrificio che ha aperto da poco e quindi giocoforza sta ancora "aggiustando il tiro"; e da una birraia che, in età non più giovanissima, ha intrapreso questo percorso da autodidatta e appoggiandosi ad altri birrai.Concludo con un ringraziamento a tutti i birrai e agli organizzatori, nonché con le congratulazioni a Chiara Baù che anche quest'anno ha ottenuto per il Jeb il titolo di miglior birrificio del festival con i vito del pubblico.

Ritorno al festival Nonsolobirra

Anche quest'anno sono ritornata volentieri in quel di Marano Vicentino per Nonsolobirra; che peraltro vedeva alcune nuove partecipazioni, accanto a nomi più "affezionati".Nuovo anche per me era Barbaforte, birrificio di Folgaria (TN), guidato dal vulcanico birraio Matteo. Il nome viene dalla pianta meglio conosciuta con il nome di rafano, dalla cui radice di ricava il noto cren; di cui Matteo è particolarmente appassionato, tanto da utilizzarla anche in una delle birre - la saison Quadro. Delle sei birre che aveva portato a Marano, questa è forse la più rappresentativa e caratterizzata: ai profumi speziati del tipico lievito si accostano le note della radice di genziana - anch'essa presente - e una peculiarità sempre erbaceo-balsamica data dal rafano; non invasive in bocca dove torna a dominare il cereale, prima di una chiusura di un amaro delicato ma deciso sui toni appunto della genziana e del rafano. Equilibrata nell'insieme, nonostante la complessità. Da segnalare anche la Golden Ale San Lorenzo - che in una degustazione alla cieca si potrebbe quasi prendere per una lager, data la componente di esteri pressoché assente, la luppolatura floreale elegante e il corpo di cereale e miele pieno e fragrante ma estremamente pulito - e la oatmeal stout Trifoglio, che fugge da qualsiasi ruffianesimo cioccolatoso per prediligere i toni tostati e di acidulo da malto tostato, per amor di beverinità- anche in virtù della scarsa persistenza. Ottima peraltro la schiuma, valorizzata dalla spillatura a pompa.Novità per me è stato anche il birrificio Leder, portato a Marano da Diexe distribuzione; in particolare il buon Roberto ha portato a loro Bohemian Dunkel, una lager scura che libera nel corpo pieno e caldo tutta la forza del cereale tostato tra il caffè e il pane nero, come onestamente mi era capitato di trovare solo appunto in Boemia. Molto contenuto l'amaro, e poco persistente nel complesso nonostante la forza gustativa.Novità non come birrificio ma come birre sono state la Hoppy Hour e la Mohjto del Jeb. La prima è una sui generis, una ale leggermente ambrata con ginepro, zenzero, scorza d'arancia, bergamotto e pepe di Sichuan. Ammetto che, quanto Chiara mi ha detto di averla pensata per l'aperitivo (da cui il nome) ero rimasta perplessa, perché mi dava l'idea di una birra dai sapori piuttosto forti; invece è estremamente bilanciata ed elegante, con un aroma ben integrato e non soverchiante tra le varie componenti, un corpo snello ma non evanescente con qualche nota di biscotto, e un finale in cui ritorna il balsamico del ginepro e un interessante gioco tra le due speziature complementari di zenzero e pepe. Necessita di poche descrizioni la Mohjto, nel senso che, pur rimanendo una birra e non un cocktail, è esattamente come ve la aspettereste dal nome: profumi di lime e zenzero con i relativi sapori che accompagnano tutta la bevuta, estremamente fresca e scorrevole.Infine ho conosciuto, come "fuori concorso" (nel senso che non partecipava al festival, ma all'evento organizzato la Le Donne della Birra) Birrachiara, di Chiara De Pisi; con le sue due etichette, la 23 e la Marea. La prima è una birra appunto chiara che gioca sul filo tra l'alta e la bassa fermentazione, nel senso che utilizza un lievito da bassa fatto lavorare ad una temperatura leggermente più alta; colore dorato, velata, schiuma bianca e pannosa, aromi tra il floreale e il cereale con una nota di miele e leggerissimi esteri; nota che si ripropone in bocca nel corpo snello ma non evanescente, prima del finale di un amaro erbaceo moderato e poco persistente. La seconda è una session ipa dai caratteristici profumi di agrumi e frutta tropicale, uniti al caramello del malto - come del resto intuibile dal colore ambrato -; in bocca la componente del malto vira quasi più sulla nocciola caramellata e sul biscotto, prima di un finale in cui, insieme all'agrume, torna anche una leggera nota balsamica e terrosa mediamente persistente. Nell'insieme due birre che denotano un risultato apprezzabile per un birrificio che ha aperto da poco e quindi giocoforza sta ancora "aggiustando il tiro"; e da una birraia che, in età non più giovanissima, ha intrapreso questo percorso da autodidatta e appoggiandosi ad altri birrai.Concludo con un ringraziamento a tutti i birrai e agli organizzatori, nonché con le congratulazioni a Chiara Baù che anche quest'anno ha ottenuto per il Jeb il titolo di miglior birrificio del festival con i vito del pubblico.

Prossimi eventi: Genova Beer Festival, Mastio 2.0, Solo Latta e altri

Il periodo dell’anno che segue le vacanze estive è sempre piuttosto impegnativo in termini di eventi birrari. La fase calda è passata, ma per fortuna gli appuntamenti degni di nota continueranno ancora nelle prossime settimane, fino all’ulteriore impennata in concomitanza con le festività natalizie. Ma non corriamo troppo con la mente e soffermiamoci al weekend …