3 Fonteinen: investimento da 25 milioni di euro per il suo ampliamento

Venerdì scorso è apparsa su The Brussels Times una notizia destinata a stravolgere il mondo del Lambic per come lo abbiamo conosciuto fino a oggi. Secondo l’articolo, infatti, il birrificio 3 Fonteinen è pronto a lanciarsi in un mega investimento di 25 milioni di euro per ampliare la sua sede di Lot, in pieno Pajottenland. …

Addio al pioniere Giovanni Turbacci: ci lascia il birraio italiano più anziano in attività

Come probabilmente ormai saprete, ieri mattina ci ha lasciato Giovanni Turbacci, uno dei pionieri della birra artigianale italiana. Giovanni aveva 74 anni compiuti a gennaio ed era il birraio italiano più anziano ancora in attività. Ha praticamente continuato a produrre birra fino all’ultimo, rinnovando una tradizione che andava avanti dal 1995, quando aprì all’interno del …

Ritorno al festival Nonsolobirra

Anche quest'anno sono ritornata volentieri in quel di Marano Vicentino per Nonsolobirra; che peraltro vedeva alcune nuove partecipazioni, accanto a nomi più "affezionati".Nuovo anche per me era Barbaforte, birrificio di Folgaria (TN), guidato dal vulcanico birraio Matteo. Il nome viene dalla pianta meglio conosciuta con il nome di rafano, dalla cui radice di ricava il noto cren; di cui Matteo è particolarmente appassionato, tanto da utilizzarla anche in una delle birre - la saison Quadro. Delle sei birre che aveva portato a Marano, questa è forse la più rappresentativa e caratterizzata: ai profumi speziati del tipico lievito si accostano le note della radice di genziana - anch'essa presente - e una peculiarità sempre erbaceo-balsamica data dal rafano; non invasive in bocca dove torna a dominare il cereale, prima di una chiusura di un amaro delicato ma deciso sui toni appunto della genziana e del rafano. Equilibrata nell'insieme, nonostante la complessità. Da segnalare anche la Golden Ale San Lorenzo - che in una degustazione alla cieca si potrebbe quasi prendere per una lager, data la componente di esteri pressoché assente, la luppolatura floreale elegante e il corpo di cereale e miele pieno e fragrante ma estremamente pulito - e la oatmeal stout Trifoglio, che fugge da qualsiasi ruffianesimo cioccolatoso per prediligere i toni tostati e di acidulo da malto tostato, per amor di beverinità- anche in virtù della scarsa persistenza. Ottima peraltro la schiuma, valorizzata dalla spillatura a pompa.Novità per me è stato anche il birrificio Leder, portato a Marano da Diexe distribuzione; in particolare il buon Roberto ha portato a loro Bohemian Dunkel, una lager scura che libera nel corpo pieno e caldo tutta la forza del cereale tostato tra il caffè e il pane nero, come onestamente mi era capitato di trovare solo appunto in Boemia. Molto contenuto l'amaro, e poco persistente nel complesso nonostante la forza gustativa.Novità non come birrificio ma come birre sono state la Hoppy Hour e la Mohjto del Jeb. La prima è una sui generis, una ale leggermente ambrata con ginepro, zenzero, scorza d'arancia, bergamotto e pepe di Sichuan. Ammetto che, quanto Chiara mi ha detto di averla pensata per l'aperitivo (da cui il nome) ero rimasta perplessa, perché mi dava l'idea di una birra dai sapori piuttosto forti; invece è estremamente bilanciata ed elegante, con un aroma ben integrato e non soverchiante tra le varie componenti, un corpo snello ma non evanescente con qualche nota di biscotto, e un finale in cui ritorna il balsamico del ginepro e un interessante gioco tra le due speziature complementari di zenzero e pepe. Necessita di poche descrizioni la Mohjto, nel senso che, pur rimanendo una birra e non un cocktail, è esattamente come ve la aspettereste dal nome: profumi di lime e zenzero con i relativi sapori che accompagnano tutta la bevuta, estremamente fresca e scorrevole.Infine ho conosciuto, come "fuori concorso" (nel senso che non partecipava al festival, ma all'evento organizzato la Le Donne della Birra) Birrachiara, di Chiara De Pisi; con le sue due etichette, la 23 e la Marea. La prima è una birra appunto chiara che gioca sul filo tra l'alta e la bassa fermentazione, nel senso che utilizza un lievito da bassa fatto lavorare ad una temperatura leggermente più alta; colore dorato, velata, schiuma bianca e pannosa, aromi tra il floreale e il cereale con una nota di miele e leggerissimi esteri; nota che si ripropone in bocca nel corpo snello ma non evanescente, prima del finale di un amaro erbaceo moderato e poco persistente. La seconda è una session ipa dai caratteristici profumi di agrumi e frutta tropicale, uniti al caramello del malto - come del resto intuibile dal colore ambrato -; in bocca la componente del malto vira quasi più sulla nocciola caramellata e sul biscotto, prima di un finale in cui, insieme all'agrume, torna anche una leggera nota balsamica e terrosa mediamente persistente. Nell'insieme due birre che denotano un risultato apprezzabile per un birrificio che ha aperto da poco e quindi giocoforza sta ancora "aggiustando il tiro"; e da una birraia che, in età non più giovanissima, ha intrapreso questo percorso da autodidatta e appoggiandosi ad altri birrai.Concludo con un ringraziamento a tutti i birrai e agli organizzatori, nonché con le congratulazioni a Chiara Baù che anche quest'anno ha ottenuto per il Jeb il titolo di miglior birrificio del festival con i vito del pubblico.

Ritorno al festival Nonsolobirra

Anche quest'anno sono ritornata volentieri in quel di Marano Vicentino per Nonsolobirra; che peraltro vedeva alcune nuove partecipazioni, accanto a nomi più "affezionati".Nuovo anche per me era Barbaforte, birrificio di Folgaria (TN), guidato dal vulcanico birraio Matteo. Il nome viene dalla pianta meglio conosciuta con il nome di rafano, dalla cui radice di ricava il noto cren; di cui Matteo è particolarmente appassionato, tanto da utilizzarla anche in una delle birre - la saison Quadro. Delle sei birre che aveva portato a Marano, questa è forse la più rappresentativa e caratterizzata: ai profumi speziati del tipico lievito si accostano le note della radice di genziana - anch'essa presente - e una peculiarità sempre erbaceo-balsamica data dal rafano; non invasive in bocca dove torna a dominare il cereale, prima di una chiusura di un amaro delicato ma deciso sui toni appunto della genziana e del rafano. Equilibrata nell'insieme, nonostante la complessità. Da segnalare anche la Golden Ale San Lorenzo - che in una degustazione alla cieca si potrebbe quasi prendere per una lager, data la componente di esteri pressoché assente, la luppolatura floreale elegante e il corpo di cereale e miele pieno e fragrante ma estremamente pulito - e la oatmeal stout Trifoglio, che fugge da qualsiasi ruffianesimo cioccolatoso per prediligere i toni tostati e di acidulo da malto tostato, per amor di beverinità- anche in virtù della scarsa persistenza. Ottima peraltro la schiuma, valorizzata dalla spillatura a pompa.Novità per me è stato anche il birrificio Leder, portato a Marano da Diexe distribuzione; in particolare il buon Roberto ha portato a loro Bohemian Dunkel, una lager scura che libera nel corpo pieno e caldo tutta la forza del cereale tostato tra il caffè e il pane nero, come onestamente mi era capitato di trovare solo appunto in Boemia. Molto contenuto l'amaro, e poco persistente nel complesso nonostante la forza gustativa.Novità non come birrificio ma come birre sono state la Hoppy Hour e la Mohjto del Jeb. La prima è una sui generis, una ale leggermente ambrata con ginepro, zenzero, scorza d'arancia, bergamotto e pepe di Sichuan. Ammetto che, quanto Chiara mi ha detto di averla pensata per l'aperitivo (da cui il nome) ero rimasta perplessa, perché mi dava l'idea di una birra dai sapori piuttosto forti; invece è estremamente bilanciata ed elegante, con un aroma ben integrato e non soverchiante tra le varie componenti, un corpo snello ma non evanescente con qualche nota di biscotto, e un finale in cui ritorna il balsamico del ginepro e un interessante gioco tra le due speziature complementari di zenzero e pepe. Necessita di poche descrizioni la Mohjto, nel senso che, pur rimanendo una birra e non un cocktail, è esattamente come ve la aspettereste dal nome: profumi di lime e zenzero con i relativi sapori che accompagnano tutta la bevuta, estremamente fresca e scorrevole.Infine ho conosciuto, come "fuori concorso" (nel senso che non partecipava al festival, ma all'evento organizzato la Le Donne della Birra) Birrachiara, di Chiara De Pisi; con le sue due etichette, la 23 e la Marea. La prima è una birra appunto chiara che gioca sul filo tra l'alta e la bassa fermentazione, nel senso che utilizza un lievito da bassa fatto lavorare ad una temperatura leggermente più alta; colore dorato, velata, schiuma bianca e pannosa, aromi tra il floreale e il cereale con una nota di miele e leggerissimi esteri; nota che si ripropone in bocca nel corpo snello ma non evanescente, prima del finale di un amaro erbaceo moderato e poco persistente. La seconda è una session ipa dai caratteristici profumi di agrumi e frutta tropicale, uniti al caramello del malto - come del resto intuibile dal colore ambrato -; in bocca la componente del malto vira quasi più sulla nocciola caramellata e sul biscotto, prima di un finale in cui, insieme all'agrume, torna anche una leggera nota balsamica e terrosa mediamente persistente. Nell'insieme due birre che denotano un risultato apprezzabile per un birrificio che ha aperto da poco e quindi giocoforza sta ancora "aggiustando il tiro"; e da una birraia che, in età non più giovanissima, ha intrapreso questo percorso da autodidatta e appoggiandosi ad altri birrai.Concludo con un ringraziamento a tutti i birrai e agli organizzatori, nonché con le congratulazioni a Chiara Baù che anche quest'anno ha ottenuto per il Jeb il titolo di miglior birrificio del festival con i vito del pubblico.

Prossimi eventi: Genova Beer Festival, Mastio 2.0, Solo Latta e altri

Il periodo dell’anno che segue le vacanze estive è sempre piuttosto impegnativo in termini di eventi birrari. La fase calda è passata, ma per fortuna gli appuntamenti degni di nota continueranno ancora nelle prossime settimane, fino all’ulteriore impennata in concomitanza con le festività natalizie. Ma non corriamo troppo con la mente e soffermiamoci al weekend …

Birra Napoli: Peroni scrive a Cronache di Birra per smentire e precisare

Martedì scorso abbiamo pubblicato la notizia riguardante l’azione legale che il birrificio KBirr di di Giugliano Campania (BN) sarebbe pronto a intraprendere nei confronti di Birra Peroni, a causa della presunta pubblicità ingannevole che verrebbe veicolata tramite Birra Napoli. Ricordiamo che Birra Napoli è un marchio di proprietà di Peroni dal 1929 e che, dopo …

I 5 stili più facili da produrre in casa

Dopo l’articolo dello scorso mese, non poteva certo mancare la controparte dedicata alle birre più semplici da produrre in casa. Ci muoviamo sempre in un campo minato: la scelta è abbastanza personale, per questo ho cercato di motivarla per spiegare bene il mio punto di vista. Chiaro che affermando che una tipologia sia semplice da …

Il birrificio Kbirr porta Peroni in tribunale a causa di Birra Napoli

Come forse ricorderete, poco meno di un anno fa fu presentato in pompa magna il brand Birra Napoli, inedita creazione a firma Peroni dedicata alla città partenopea. Il lancio avvenne nell’ambito di una solenne conferenza stampa, alla quale parteciparono numerosi giornalisti nonché il sindaco Luigi De Magistris, che accolse la novità con parole entusiastiche. Nonostante …

Consumi in calo all’Oktoberfest 2019: normale fluttuazione o inizio della crisi?

L’Oktoberfest è una manifestazione che non richiede particolari presentazioni, ma che su Cronache di Birra trova raramente spazio. Il motivo risiede nel successo stesso dell’iniziativa: una grande festa collettiva alla quale si partecipa principalmente per l’atmosfera e non certo per la qualità della birra. Quest’ultima infatti proviene da soli sei birrifici bavaresi tutti di stampo …

Eugenio cerca un socio per l’apertura di un brewpub in Calabria

Ciao, cerco socio appassionato di birre artigianali per apertura brewpub in Calabria, dove il mercato non è assolutamente saturo, soprattutto per quanto riguarda il format brewpub, offrendo dunque ampi margini di crescita. Sono homebrewer da diversi anni e due anni fa ho deciso di professionalizzare la mia passione conseguendo il diploma di birraio artigiano presso …