Birre di Natale: caratteristiche, origini, luoghi e future evoluzioni

Con le festività all’orizzonte siamo entrati in quel periodo dell’anno dove si sente più spesso parlare di “birre di Natale”. Come accade per molti aspetti della cultura birraria internazionale, l’origine di queste specialità si perde nella notte dei tempi, tanto che non è difficile immaginare che si siano sviluppate nella civiltà umana insieme al concetto ...

Nuovi locali: Extraomnes, Doppio Malto, Urban Farmhouse e altri

La rapida crescita della concorrenza nel mercato della birra artigianale sta obbligando molti birrifici a trovare canali di vendita sicuri e costanti, come tap room e locali ufficiali. Uno degli ultimi esempi è l’Extraomnes Bier & Cibo di Castellanza (Va), “casa” ovviamente del vicino birrificio Extraomnes, che ha inaugurato giusto qualche giorno fa. L’impatto estetico ...

Anche i birrifici vanno in Erasmus

Ieri sera ho presenziato a "Fusti di frontiera", simpatica - perdonate l'aggettivo generico, ma mi sembra nondimeno il più calzante - manifestazione organizzata dal Birrificio Campestre. Quest'anno, con la seconda edizione, il sodalizio tra Campestre e Antica Contea si è allargato a Borderline; e forse il segreto del fatto che anche quest'anno sia stata una manifestazione riuscita - almeno a giudicare dal numero di persone presenti già a inizio serata - è il fatto che, come ha affermato Giulio (il birraio del Campestre, per chi non lo conoscesse) "Ci troviamo qui, portiamo i fusti, e ci divertiamo noi per primi". Il tutto naturalmente senza perdere d'occhio la bontà della materia prima, cosa su cui i tre birrifici in questione si sono a mio avviso sempre ben difesi: il Campestre portava Aurora, Rurale, Dove Canta la Rana e Scur di Lune; il Borderline Ultra Hoppy Golden Ale, American Session Brown Ale e Red Ale; e Antica Contea portava Contessina, Dama Bianca e Superbia.Era proprio quest'ultima - una best bitter - che mi mancava, e così ho provveduto. Trattasi di una di quelle bitter "intrinsicamente britanniche" che ai ragazzi di Antica Contea tanto piacciono: schiuma ben densa e persistente a grana sottile, luppolatura sobria in aroma - nella fattispecie il luppolo inglese Progress, simile all'East Kent Golding, dall'aroma molto delicato tra il floreale, l'erbaceo e finanche speziato - , e dal corpo che pur esile a garanzia di bevibilità lascia in bocca un intenso nocciolato, prima di un finale di un'amarezza sobria ma netta, secca e pulita. La classica bitter appunto, da bere in quantità - del resto ha poco più di quattro gradi alcolici - e a cui sicuramente verrebbe resa molta più giustizia spillata da cask o a pompa, per rendere meno accentuata la carbonatazione; ma anche alla spina non perde comunque la sua ragion d'essere, nonché il suo "marchio di fabbrica" di Antica Contea in quanto ad amore per le isole britanniche, semplicità e pulizia.E qui vengo al motivo del titolo, perché tra un sorso e l'altro mi sono fatta raccontare da Costantino (uno dei birrai di Antica Contea, per chi non lo conoscesse) il loro viaggio alla Driftwood Spars Brewery in Cornovaglia, per una cotta della loro Pat at a Tap insieme al birraio Pete. Un viaggio molto istruttivo, a sentire Costantino, "perché ci siamo resi conto di quanti problemi forse inutili ci poniamo noi qui in Italia nel fare la birra": dagli impianti ai metodi, lì è tutto molto più "spontaneo", forse in virtù di una lunga tradizione che ha portato a privilegiare la pratica sulla teoria. Gli amici della Driftwood hanno ora in programma di ricambiare la visita, per cui l'auspicio è quello che si crei un fruttuoso scambio tra Gorizia e la Cornovaglia. Un genere di "Erasmus" da incentivare a livello più ampio soprattutto se può aiutare ad affrontare una delle debolezze spesso citate dei nostri birrifici, ossia la scarsa competitività sul mercato internazionale: penso ad esempio ad accordi per la produzione e distribuzione in loco delle reciproche birre, oltre naturalmente a birre in collaborazione. Un reciproco arricchimento non solo economico ma anche culturale.

La lunga saga delle accise

Non sono passati due giorni dalla notizia della riduzione dell'accisa sulle birre, e già si sprecano i commenti tra l'ironico, il cinico e il deluso: ma come, da 3,04 a 3,02 euro per grado plato per ettolitro? In effetti, date le cifre in questione, pare un po' una presa in giro. Tanto che tra i birrai c'è chi si sbizzarrisce a quantificare il risparmio in poche centinaia di euro l'anno, concludendo con un "Che bello, me ne mancano solo 9.700 per arrivare a comprare il fermentatore nuovo". C'è poi chi, con meno ironia ma più realpolitik, punta il dito contro le pressioni esercitate dai grandi dell'industria contro l'applicazione dell'accisa differenziata; che ha fatto sì che si arrivasse ad una misura puramente simbolica, in un gattopardesco cambiare tutto per non cambiare nulla.Bisogna dire in effetti che le premesse da cui si era partiti più di un anno fa erano di ben altra taratura: la proposta di legge 3344 del 5 ottobre 2015, presentata su iniziativa di quasi una cinquantina di deputati (Pd in questo caso, ma è bene evitare polemiche politiche ricordando che interessamento in questo senso è arrivato anche da altri partiti, M5S in particolare) prevedeva infatti una riduzione del 50% dell'accisa per chi produce fino a 5000 hl l'anno (buona parte dei microbirrifici, insomma), del 40% fino a 10.000 (e già qui si contano sulle dita di una mano quelli che rimarrebbero fuori), del 30% fino a 20.000 ettolitri, e via così, fissando a 50.000 il limite massimo per beneficiare della riduzione dell'accisa. L'impatto della misura era stato valutato in un milione di euro annui, da coprirsi "mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2015-2017, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2015, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero" (e qui vado sulla fiducia in merito al fatto che avessero davvero capito come coprirlo, perché questa dicitura è piuttosto oscura per chiunque non conosca in funzionamento di questi fondi). Inoltre, cosa non secondaria, la proposta di legge prevedeva che la tassazione venisse determinata "dalla birra immessa al consumo esclusivamente sulla base dei dati giornalieri contenuti nel registro di magazzino, nel quale si assumono in carico il prodotto finito in fase di condizionamento, il prodotto andato perduto, nonché i quantitativi estratti giornalmente per l'immissione in consumo diretta ovvero tramite la vendita ad altre imprese": in altri termini, le tasse si sarebbero pagate non più sul mosto uscito dal contalitri e in anticipo, ma sulla birra effettivamente resa disponibile per il consumo una volta arrivata in magazzino. Tenuto conto dei problemi di cassa che l'attuale sistema può creare, un cambiamento di notevole importanza.Nel frattempo sono poi successe altre cose, su tutte l'approvazione della definizione legislativa di birra (e birrificio) artigianale; che non aveva però appunto toccato la questione accise, pur essendo stata presentata come primo passo per arrivare a questo traguardo. Un emendamento al bilancio era arrivato anche un paio di settimane fa, a firma di Giuditta Pini (Pd) insieme ad esponenti di Lega, Ap e Fi, che proponeva un'accisa di 2,86 euro per grado plato per ettolitro; e un'altro sempre degli stessi firmatari proponeva una riduzione del 30% per i microbirrifici. Si è poi arrivati alla fine a questa riduzione del tutto simbolica, che il sottosegretario Baretta ha però ricondotto alla volontà di "mandare un segnale al settore" e assicurando - come sempre si fa in questi casi, verrebbe da dire - la disponibilità a riconsiderare al più presto le esigenze dei produttori, "possibilmente già in seconda lettura al Senato".Ora, per carità: chiaro che anche poche centinaia di euro all'anno riasparmiati possono fare comodo, ma una giusta via di mezzo tra il "benaltrismo" (secondo il quale qualsiasi misura è inutile perché "ci vorrebbe ben altro") e l'accettare qualunque cosa si può pure trovare, se non altro per portare l'attenzione sulle questioni che davvero possono fare la differenza: nella fattispecie - come molti hanno notato - la possibilità di pagare le accise sulla birra immessa alla vendita e non sul mosto, le agevolazioni che consentano di assumere più facilmente dipendenti sia sotto il profilo burocratico che sotto quello fiscale, e semplificazioni tali da consentire di non perdere quantità ingenti di tempo e denaro tra scartoffie e uffici vari (c'è qualche birraio che mi ha riferito di autentiche vie crucis tra Agenzia delle Dogane, Camere di Commercio e affini).Senza dimenticare la questione della mancata accisa sul vino, che è bene venga posta non come mera ritorsione come richiesta di equità: basti dire che ad esempio la Francia, Paese vinicolo tanto e più di noi, applica - come verificabile sul sito delle dogane del governo francese - una tassazione di 3,77 euro per ettolitro al vino tranquillo e di 9,33 per quello frizzante. Se Oltralpe siano le famigerate "lobby del vino" ad essere meno potenti, o la volontà politica ad essere più forte, non so dirlo; fatto sta che ad una qualche forma di partecipazione al carico fiscale, pur minima, si è arrivati, anche in un Paese in cui il settore vinicolo è considerato cruciale. C'è da dire, per completezza d'informazione, che la Francia applica alla birra una tassazione di 7,41 euro per grado alcolico per ettolitro alle birre che superano i 2,8 gradi alcolici (sostanzialmente tutte insomma): ponendo pertanto il classico caso di una birra di 5 gradi otteniamo 37,05 euro a ettolitro, che potremmo mettere a confronto con un altrettanto classico (per quanto ottimistico) 12 plato che pagherebbe 36,24 euro. Cifre non direttamente confrontabili, ma stiamo in ogni caso parlando di una tassazione non significativamente diversa.Smontato quindi anche il mito del "pagare tutti per pagare di meno"? Semplicistico dirlo, perché è un ragionamento che dovrebbe essere fatto nel quadro della fisclità generale - dato che non sono solo vino e birra a contribuire alle casse dell'erario. Però tutta la vicenda pone alcune serie questioni di riflessione: dato che un anno (e più, dato che questione non era nuova) di discussione ha portato ad una misura che appare essere simbolica, che si vuol fare affinché non sia stato tempo perso? E la "potenza" della fantomatiche "lobby" (industria birraria o produttori vinicoli che siano) fino a che punto è lo specchietto per le allodole di una mancata volontà politica di intervenire, visto che altrove lo si è fatto?

Eventi birrari per inizio dicembre: 15 anni Macche, Fresh Hop Festival e altri

Il calo di eventi birrari registrato con l’inizio dell’autunno registrerà una brusca inversione di tendenza nei prossimi giorni, quando l’avvicinarsi delle festività darà nuovo impulso agli appuntamenti sparsi per lo Stivale. L’inizio di dicembre rappresenta un ottimo segnale di questo fenomeno, poiché in un solo fine settimana si concentreranno diverse iniziative degne di attenzione, non ...

Sua maestà l’olfatto: percezione e relazione col mondo odoroso

Nel mio “Bignami per assaggiatori nerd” immagino sempre la parte in cui mi si spiega come funziono (quando assaggio) con invidiabile imparzialità e straordinarie doti comunicative, così da farmi raggiungere vette inesplorate di conoscenza con la stessa facilità con cui mi scolo una pinta. Fortuna che non avete le mie stesse aspettative (…), perciò posso rilassarmi ...

Nuove birre da Ducato + Oxbow, La Ribalta, Canediguerra, Hammer e altri

Uno degli aspetti più affascinanti della rivoluzione internazionale della birra artigianale è la riscoperta di antichi stili, considerati in via d’estinzione o praticamente morti. Il birrificio americano Oxbow rientra tra i protagonisti di questo fenomeno per aver riportato alla luce le Grisette, storicamente bevute dai minatori belgi e considerate cugine delle ben più famose Saison. ...

Ottima Italia al Brussels Beer Challenge: 32 riconoscimenti tra cui 8 medaglie d’oro

Nella giornata di ieri sono stati svelati i risultati dell’edizione 2016 del Brussels Beer Challenge, concorso internazionale relativamente giovane ma già piuttosto quotato. La performance da parte dei nostri birrifici è stata di tutto rispetto: l’Italia se ne torna a casa con la bellezza di 32 riconoscimenti totali, suddivisi tra 8 medaglie d’oro, 13 d’argento, 7 ...

Società cerca soci per la creazione di un brewpub in provincia di Milano

La società La Medusa srl è proprietaria di 2.500mq di capannone sito in San Lorenzo di Parabiago (Milano) sulla s.s. del Sempione. L’ubicazione è particolarmente valida per poter realizzare un birrificio artigianale e cucina con degustazione di piatti tipici particolarmente legati al consumo di birra. Cerca socio/i disposti a finanziare e realizzare il completamento della ...