Vendesi impianto, fermentatori e attrezzature

Vendesi sala cottura Marican L 500 E4 FS/PLC (luglio 2016) corredata da tre fermentatori a temperatura controllata da 600 litri, un tino di priming con agitatore manuale, due tini per il raffreddamento dell’acqua, CIP di lavaggio, infustatrice, imbottigliatrice, tappatrice pneumatica e tubi flessibili Food Vinoflex per travasi e trasferimenti del mosto. I macchinari non vengono ...

Vendesi impianto, fermentatori e attrezzature

Vendesi sala cottura Marican L 500 E4 FS/PLC (luglio 2016) corredata da tre fermentatori a temperatura controllata da 600 litri, un tino di priming con agitatore manuale, due tini per il raffreddamento dell’acqua, CIP di lavaggio, infustatrice, imbottigliatrice, tappatrice pneumatica e tubi flessibili Food Vinoflex per travasi e trasferimenti del mosto. I macchinari non vengono ...

Oro per il Birrificio del Forte alla World Beer Cup (e un bronzo per Brùton)

Da qualche ora sono disponibili i risultati della World Beer Cup, uno dei più importanti concorsi al mondo sulla birra artigianale, organizzato ogni due anni dall’americana Brewers Association. Dopo il totale digiuno della scorsa edizione, come appassionati italiani possiamo tornare a sorridere perché sono due i birrifici (entrambi toscani) che sono riusciti a conquistare una ...

In quel di Acido Acida

Anche quest'anno mi sono con piacere concessa un giro a Ferrara, per la manifestazione Acido Acida - dedicata alle produzioni "estreme" della Gran Bretagna, acide ma non solo, con in più qualche ospite da altri Paesi d'Europa e dall'Italia. E proprio dagli ospiti italiani ho iniziato il mio giro. Ero infatti curiosa di fare un giro da BioNoc', dopo il successo che li ha visti occupare - insieme a Nicola Coppe - tutti e tre i posti sul podio nella categoria al Barcelona Beer Festival. In realtà non mi sono data alle birre premiate in quella sede ma, su consiglio del birraio, ad altre specialità: nella fattispecie alla Pojerina - una Iga con mosto d'uva Solaris, fermentata un anno in barrique con lieviti da vino Pojer e Sandri - e alla Ardiva - una farmhouse con erbe essiccate di campo d'alta montagna. La prima, pur facendo pronosticare dall'aroma - molto ricco in quanto alla componente del mosto d'uva - un corpo altrettanto "pungente", al palato risulta invece vellutata, con note dolci fruttate; soltanto alla fine arriva un acido gentile a chiudere, peraltro non molto persistente. Delicata, adatta anche a chi si accosta per la prima volta al genere. La seconda è di tutt'altro stampo: alla base di saison non solo sono state aggiunte le erbe, che al naso ricordano proprio un prato alpino, ma anche i batteri lattici in compagnia dei quali si è fatta quattro mesi in barrique. Entrambe le componenti - erbacea e lattica - sono quindi ben presenti sia all'aroma che al palato, forti ma reciprocamente equilibrate, nonché discretamente persistenti a fine bevuta. Per i palati più forti, e amanti della sperimentazione.D'obbligo era poi anche una sosta da Antica Contea, di cui mi erano state preannunciate alcune chicche; in particolare la "Super K", una Iga con mosto di ribolla gialla della cantina Radikon del 2015. Già dalla descrizione c'era di che costruire fantasie su questa birra: 50% di frumento e 50% d'orzo in quanto a cereale, 13% di ribolla, un anno di maturazione in acciaio e uno in rovere. Al naso il profumo della ribolla la fa da padrone, e anche in bocca il dolce dell'uva si impone sulla componente del cereale; ma è una birra che non concede nulla alle vezzosità zuccherine, perché sul finale di una secchezza notevole subentra un amaro tanninico che chiude la bevuta. Molto beverina nonstante superi i dieci gradi alcolici, per cui occhio perché potreste ritrovarvi ad avene bevuta una pinta senza nemmeno esservene accorti. Il birraio Andrea mi ha riferito che c'è la versione 2017 in arrivo; e al mio "La aspetto con ansia" ha giustamente risposto che no, con ansia meglio di no, perché servirà almeno un altro anno e mezzo ancora. Però vabbè, non abbiamo fretta, si sa che le temps ne respecte pas ce qui se fait sans lui - citando il noto adagio di Cantillon.Cambiando totalmente genere, cito poi tra le birre provate la Yannaroddy di Kinnegar - una porter al cocco, assaggiata anche per rendere giustizia alla sezione delle "birre dessert" introdotta quest'anno: una birra tutto sommato discreta, secca e beverina, è e rimane una porter e non una batida, semplicemente viene aggiunto un leggero tocco di originalità che può far piacere a chi cerca qualcosa di diverso. Esperienza del tutto insolita poi quella con gli svedesi di Narka Kulturbryggeri: ho infatti provato una Braggot - birra medievale speziata, in cui però personalmente ho trovato risaltare molto di più la componente del miele, riusltando estremamente dolce al palato per evidenziare leggermente le spezie soltanto in chiusura - e un sahti - storica produzione di origine finlandese che per la prima volta mi capitava di provare, dalle intense note affumicate.Non che le altre birre assaggiate non fossero comunque degne di nota, mi sono limitata qui a quelle che più mi sono sembrate rilevanti; nel complesso una manifestazione interessante, che è riuscita negli anni a creare una selezione di birrifici e di birre di tutto rispetto.

In quel di Acido Acida

Anche quest'anno mi sono con piacere concessa un giro a Ferrara, per la manifestazione Acido Acida - dedicata alle produzioni "estreme" della Gran Bretagna, acide ma non solo, con in più qualche ospite da altri Paesi d'Europa e dall'Italia. E proprio dagli ospiti italiani ho iniziato il mio giro. Ero infatti curiosa di fare un giro da BioNoc', dopo il successo che li ha visti occupare - insieme a Nicola Coppe - tutti e tre i posti sul podio nella categoria al Barcelona Beer Festival. In realtà non mi sono data alle birre premiate in quella sede ma, su consiglio del birraio, ad altre specialità: nella fattispecie alla Pojerina - una Iga con mosto d'uva Solaris, fermentata un anno in barrique con lieviti da vino Pojer e Sandri - e alla Ardiva - una farmhouse con erbe essiccate di campo d'alta montagna. La prima, pur facendo pronosticare dall'aroma - molto ricco in quanto alla componente del mosto d'uva - un corpo altrettanto "pungente", al palato risulta invece vellutata, con note dolci fruttate; soltanto alla fine arriva un acido gentile a chiudere, peraltro non molto persistente. Delicata, adatta anche a chi si accosta per la prima volta al genere. La seconda è di tutt'altro stampo: alla base di saison non solo sono state aggiunte le erbe, che al naso ricordano proprio un prato alpino, ma anche i batteri lattici in compagnia dei quali si è fatta quattro mesi in barrique. Entrambe le componenti - erbacea e lattica - sono quindi ben presenti sia all'aroma che al palato, forti ma reciprocamente equilibrate, nonché discretamente persistenti a fine bevuta. Per i palati più forti, e amanti della sperimentazione.D'obbligo era poi anche una sosta da Antica Contea, di cui mi erano state preannunciate alcune chicche; in particolare la "Super K", una Iga con mosto di ribolla gialla della cantina Radikon del 2015. Già dalla descrizione c'era di che costruire fantasie su questa birra: 50% di frumento e 50% d'orzo in quanto a cereale, 13% di ribolla, un anno di maturazione in acciaio e uno in rovere. Al naso il profumo della ribolla la fa da padrone, e anche in bocca il dolce dell'uva si impone sulla componente del cereale; ma è una birra che non concede nulla alle vezzosità zuccherine, perché sul finale di una secchezza notevole subentra un amaro tanninico che chiude la bevuta. Molto beverina nonstante superi i dieci gradi alcolici, per cui occhio perché potreste ritrovarvi ad avene bevuta una pinta senza nemmeno esservene accorti. Il birraio Andrea mi ha riferito che c'è la versione 2017 in arrivo; e al mio "La aspetto con ansia" ha giustamente risposto che no, con ansia meglio di no, perché servirà almeno un altro anno e mezzo ancora. Però vabbè, non abbiamo fretta, si sa che le temps ne respecte pas ce qui se fait sans lui - citando il noto adagio di Cantillon.Cambiando totalmente genere, cito poi tra le birre provate la Yannaroddy di Kinnegar - una porter al cocco, assaggiata anche per rendere giustizia alla sezione delle "birre dessert" introdotta quest'anno: una birra tutto sommato discreta, secca e beverina, è e rimane una porter e non una batida, semplicemente viene aggiunto un leggero tocco di originalità che può far piacere a chi cerca qualcosa di diverso. Esperienza del tutto insolita poi quella con gli svedesi di Narka Kulturbryggeri: ho infatti provato una Braggot - birra medievale speziata, in cui però personalmente ho trovato risaltare molto di più la componente del miele, riusltando estremamente dolce al palato per evidenziare leggermente le spezie soltanto in chiusura - e un sahti - storica produzione di origine finlandese che per la prima volta mi capitava di provare, dalle intense note affumicate.Non che le altre birre assaggiate non fossero comunque degne di nota, mi sono limitata qui a quelle che più mi sono sembrate rilevanti; nel complesso una manifestazione interessante, che è riuscita negli anni a creare una selezione di birrifici e di birre di tutto rispetto.

Bologna mon amour: piatti tipici e birra artigianale

Bologna è una città che ha bisogno di poche introduzioni, caratterizzata da un’alta qualità della vita, da uno splendido centro storico e, da poco, anche da una presenza importante di turisti stranieri. Qualche decennio fa la si descriveva con un indimenticabile quanto azzeccato trittico di aggettivi: la dotta, la grassa, la rossa. In un mondo dove ...

Prossimi eventi: Pils Pride, Campi di Birra, Beeriver e altri

Prima di gustarci il ponte per il primo maggio è opportuno dare un’occhiata agli eventi birrari che ci attendono nei prossimi giorni. E partiamo già da domani, quando a Cefalù (PA) prenderà il via la manifestazione Beer Street Festival, con soli birrifici siciliani. Sarà con l’inizio di maggio, tuttavia, che cominceranno i veri fuochi d’artificio: ...

Guida alle Birre d’Italia 2019: la mia recensione

La Guida alle Birre d’Italia di Slow Food Editore è una pubblicazione biennale che esiste (se non erro) dal 2008 e che si propone come prezioso strumento per districarsi tra le centinaia di birrifici e beer firm sparsi sul territorio italiano. Sin dal suo debutto si è affermata per il suo altissimo livello qualitativo, sostenuto ...