Prossimi eventi: Malt in Fossa, Birre & Gin in piazza, Beernocchi e altri

Se già state accusando le fatiche della stagione birraria, sappiate che la parte difficile deve ancora arrivare. Stiamo infatti entrando nel clou degli eventi dedicati alla nostra bevanda e le settimane a venire saranno sicuramente impegnative. Iniziamo quindi a occuparci del ricchissimo mese di giugno, ma prima segnaliamo un altro appuntamento di fine maggio: si ...

Vendesi impianto da 90 litri e attrezzature di complemento

Vendesi impianto Marican da 90 litri per la produzione di birra artigianale e attrezzature di complemento. L’impianto è un Marican L90MIX3 da 90 litri a tre caldaie del 2013 in ottime condizioni: ammostamento e spargi elettriche 220 volt, caldaia di bollitura a gas gpl, garantisce un discreto risparmio sui costi di produzione. Completamente in acciaio ...

Le Italian Grape Ale sono lo stile di birra più bello del mondo

Come avrete notato se seguite i canali social di Cronache di Birra, ieri ho partecipato a una degustazione organizzata dall’Unione Degustatori Birra presso la Città del Gusto di Roma. La serata è stata incentrata sul (quasi) stile delle Italian Grape Ale, riconosciuto ufficiosamente dal BJCP nel 2015 come prima tipologia di origine italiana. Ne abbiamo ...

La “Primavera della birra”

Ha guadagnato le pagine economiche di diversi quotidiani oggi lo studio "La birra piace sempre di più agli italiani", realizzato da Althesys per conto della Fondazione Moretti - costituita da Heiniken e Partesa - con titoli più o meno celebrativi in quanto alla situazione di salute del settore. Senza soffermarmi sulle letture a volte distorsive che alcuni miei colleghi hanno (ahimé) fatto di questi dati, sono andata a recuperarmi direttamente il testo del rapporto (datato peraltro 4 maggio: evidentemente ha suscitato l'attenzione sono in occasione della presentazione). Lasciamo da parte anche le dietrologie del tipo "l'ha commissionato Heineken": certo, lo so che l'ha commissionato Heineken, ma pur tenendone conto facciamo salva - almeno in questa sede - la buona fede dell'istituto che l'ha realizzato.Lo studio parte dalla media dei consumi pro capite registrata nel 2016: +1,6% rispetto al 2015, ossia 31,5 litri a testa. Bene l'incremento, certo, ma non tanto da giustificare toni entusiastici, dato che rimaniamo comuqnue tra i Paesi che consumano meno. Più marcata la crescita della produzione, +3,5% sul 2016, arrivando a 19 milioni di ettolitri. Non è esattamente una novità, però fa riflettere, il dato per cui le prime 10 aziende coprono l'86% del volume d'affari - stimato in 7,8 miliardi di euro totali; mentre i microbirrifici, pur cresciti esponenzialment, rimangono secondo questa ricerca al 2,1% della produzione totale. Bene l'occupazione del settore, con un +34% nel periodo 2010-2015: dato sicuramente molto influenzato da questa crescita.Dove va però questa birra? La ricerca ricorda che, per quanto l'export sia in crescita (+14% nel 2015, poco più di 2 milioni di ettolitri), il saldo commerciale è negativo - importiamo cioè più birra di quanta ne esportiamo - la birra estera conta per il 37,7% dei consumi (7 milioni di ettolitri): nemmeno questa una novità, direte voi. Il reposrt si spinge peraltro a dire che "quella che arriva dall'estero è spesso birra di qualità non eccelsa, ma molto concorrenziale dal punto di vista del prezzo finale" - allusione fin troppo scontata alla questione accise. Di qui la conclusione che "l'import continua ad essere il principale competitor per i produttori italiani".Davvero sono quindi le importazioni il "nemico"? Per la birra artigianale probabilmente meno: si tratta di un mercato che comunque ha un occhio di riguardo per i birrifici del territorio, e che per quanto vada a cercarsi l'ultima ipa di quel tal birrificio sperduto dell'Oregon tramitechissà quali canali, non disdegnerà la bottiglia del piccolo birrificio sotto casa - anzi, berra più spesso quella. Di più temono le industriali, più facilmente "intercambiabili" dal consumatore medio con alternative straniere più a buon mercato.In generale comunque, al di là degli sbandieramenti mediatici, mi pare di sentire la voce di uno dei miei cari prof di giornalismo: "Nooo! Nooo! Non - è - una - notizia!!!". Ossia: nessun cambiamento sostanziale sotto il sole, nonostante i segni più davanti alle percentuali. Insomma, la "primavera" di cui ha parlato l'ad di Heineken Italia Soren Hag, è sì e no ai primi germogli.

La “Primavera della birra”

Ha guadagnato le pagine economiche di diversi quotidiani oggi lo studio "La birra piace sempre di più agli italiani", realizzato da Althesys per conto della Fondazione Moretti - costituita da Heiniken e Partesa - con titoli più o meno celebrativi in quanto alla situazione di salute del settore. Senza soffermarmi sulle letture a volte distorsive che alcuni miei colleghi hanno (ahimé) fatto di questi dati, sono andata a recuperarmi direttamente il testo del rapporto (datato peraltro 4 maggio: evidentemente ha suscitato l'attenzione sono in occasione della presentazione). Lasciamo da parte anche le dietrologie del tipo "l'ha commissionato Heineken": certo, lo so che l'ha commissionato Heineken, ma pur tenendone conto facciamo salva - almeno in questa sede - la buona fede dell'istituto che l'ha realizzato.Lo studio parte dalla media dei consumi pro capite registrata nel 2016: +1,6% rispetto al 2015, ossia 31,5 litri a testa. Bene l'incremento, certo, ma non tanto da giustificare toni entusiastici, dato che rimaniamo comuqnue tra i Paesi che consumano meno. Più marcata la crescita della produzione, +3,5% sul 2016, arrivando a 19 milioni di ettolitri. Non è esattamente una novità, però fa riflettere, il dato per cui le prime 10 aziende coprono l'86% del volume d'affari - stimato in 7,8 miliardi di euro totali; mentre i microbirrifici, pur cresciti esponenzialment, rimangono secondo questa ricerca al 2,1% della produzione totale. Bene l'occupazione del settore, con un +34% nel periodo 2010-2015: dato sicuramente molto influenzato da questa crescita.Dove va però questa birra? La ricerca ricorda che, per quanto l'export sia in crescita (+14% nel 2015, poco più di 2 milioni di ettolitri), il saldo commerciale è negativo - importiamo cioè più birra di quanta ne esportiamo - la birra estera conta per il 37,7% dei consumi (7 milioni di ettolitri): nemmeno questa una novità, direte voi. Il reposrt si spinge peraltro a dire che "quella che arriva dall'estero è spesso birra di qualità non eccelsa, ma molto concorrenziale dal punto di vista del prezzo finale" - allusione fin troppo scontata alla questione accise. Di qui la conclusione che "l'import continua ad essere il principale competitor per i produttori italiani".Davvero sono quindi le importazioni il "nemico"? Per la birra artigianale probabilmente meno: si tratta di un mercato che comunque ha un occhio di riguardo per i birrifici del territorio, e che per quanto vada a cercarsi l'ultima ipa di quel tal birrificio sperduto dell'Oregon tramitechissà quali canali, non disdegnerà la bottiglia del piccolo birrificio sotto casa - anzi, berra più spesso quella. Di più temono le industriali, più facilmente "intercambiabili" dal consumatore medio con alternative straniere più a buon mercato.In generale comunque, al di là degli sbandieramenti mediatici, mi pare di sentire la voce di uno dei miei cari prof di giornalismo: "Nooo! Nooo! Non - è - una - notizia!!!". Ossia: nessun cambiamento sostanziale sotto il sole, nonostante i segni più davanti alle percentuali. Insomma, la "primavera" di cui ha parlato l'ad di Heineken Italia Soren Hag, è sì e no ai primi germogli.

Per la serie “duri a morire”, ecco sfatati alcuni falsi miti sulla birra

Uno dei temi più ricorrenti negli articoli dedicati alla birra artigianale è quello riguardante i falsi miti che aleggiano intorno alla nostra bevanda. Nonostante la birra sia uno dei prodotti alcolici più diffusi al mondo, esiste una generalizzata ignoranza nei suoi confronti che alimenta credenze errate e certezze infondate. Non è un caso che tanti ...

Yalkys cerca agenti in diverse zone d’Italia

Yalkys birra artigianale italiana cerca distributori ed agenti muniti di partita iva per le seguenti zone: Abruzzo, Marche, Umbria, Lazio, Toscana, Emilia e Romagna, Lombardia, Veneto, Trentino, Liguria e Piemonte. Chi fosse interessato ci può contattare al 347 0055934 o via mail a info@yalkys.com

Per un approccio multi-stile alla definizione delle birre

Come riportato dal sempre puntuale Brewing Bad, recentemente l’americana Brewers Association ha rinnovato il suo documento sugli stili birrari, denominato Beer Style Guidelines. Se il nome non vi suona nuovo è perché è identico a quello ben più famoso stilato dal BJCP, che spesso viene considerato punto di riferimento in materia. In realtà entrambi i documenti ...