Il Birrificio Italiano cede a Lefebvre: la linea Barbarrique cambierà nome

Fu durante un’afosa giornata di agosto dello scorso anno che il Birrificio Italiano comunicò i problemi che stava avendo col suo marchio Barbarrique, dedicato a produzioni speciali maturate in legno. La vicenda si può riassumere velocemente: qualche tempo dopo il lancio della sua linea, l’azienda lombarda ricevette dal birrificio belga Lefebvre una lettera redatta dai ...

Da beer firm a birrificio: un fenomeno tutto romano?

Sulle beer firm – i marchi birrari privi di impianto di proprietà, che sfruttano quelli di altri birrifici – le opinioni sono diverse. In generale da una parte c’è chi le detesta a priori e dall’altra chi le considera con i dovuti distinguo, separando i progetti “seri” dalle pure operazioni commerciali. Qualsiasi sia la vostra ...

Nuove birre da Eastside, Etnia, Hibu, Free Lions, La Piazza e A Magara

La rassegna di questa settimana sulle nuove birre italiane comincia dalle tante novità che il birrificio Eastside ha sfornato nelle ultime settimane. La più recente è la Sour Side (3,9%), una Berliner Weisse nata dall’esperienza acquisita con la Bad Side e frutto del solito meticoloso studio da parte del birraio Luciano Landolfi. Interessante è l’analisi effettuata ...

Viaggio in Slovenia: i pro e i contro di un movimento appena nato

Cosa si può imparare sulla birra da un viaggio a tema in Slovenia? Apparentemente niente di più di quanto uno ha già appreso in tanti anni di “militanza”, oltre che di scorribande birrarie in giro per le nazioni che hanno scritto la storia della bevanda. Eppure visitare una piccola realtà come quella slovena può essere fonte di ...

Il sistema gustativo: funzionamento, sensazioni e falsi miti

Dopo la lunga (e australiana per qualcuno) pausa di fine anno, rianimo l’attività sinaptica per aggiungere un altro tassello alla nostra rubrica sull’assaggio. Stavamo parlando di olfatto, ricordate? Bene, scendo appena più in basso, spalanco le fauci e vi racconto cosa succede qui. O meglio, ve ne racconto una parte. Sì perché la faccenda è un ...

Birre artigianali per tutte le stagioni: qualche riflessione

Ho avuto il piacere di condurre nella serata del 31 gennaio la degustazione "Birre artigianali per tutte le stagioni", organizzata dall'Associazione Birrai Artigiani Fvg e Confartigianato Udine. Non mi soffermo sulle quattro birre degustate - Pale Ale di Borderline, Dama Bianca di Antica Contea, Straripa di Villa Chazil e Orzobruno di Garlatti Costa - di cui ho già parlato a più riprese nel blog (per chi si fosse perso qualcosa, è sufficiente cliccare sui nomi delle birre in questione), quanto su alcuni spunti di riflessione che la serata di ieri mi ha stimolato.Innanzitutto, la partecipazione: i posti sono andati rapidamente esauriti. E fin qui, direte voi, finché le occasioni sono goderecce e la partecipazione è gratuita potrebbe non essere una grande notizia; ma è comunque significativa se si pensa che i numeri, pur in una serata invernale e di pioggia, sono stati comparabili a quelli registrati in un'occasione simile in una bella serata di inizio settembre. Insomma, per far uscire di casa la gente non basta offrire la birra - come sa bene chi organizza eventi -, bisogna stimolare l'interesse genuino del proprio gruppo di riferimento. E anche a questo proposito ho osservato una cosa che mi ha fatto piacere: una parte significativa degli intervenuti si accostava per la prima volta o quasi alla birra artigianale, e quindi questa poteva dirsi per me e per i birrai presenti - Severino di Garlatti Costa (mi si perdoni il gioco di parole) e Costantino di Antica Contea - l'occasione per fare quella tanto decantata "cultura della birra artigianale" nei confronti del "consumatore medio". Che magari - come hanno dimostrato le numerose e articolate domande rivolteci - di curiosità nei confronti del prodotto ne ha tante, ma non sempre ha a disposizione una fonte attendibile e pertinente per soddisfarle: e sentire persone che sono ai primi approcci con la birra artigianale chiedere quale sia la differenza tra la pale ale e la ipa, i dettagli del processo di lavorazione, i costi che vi stanno dietro, la differenza che la qualità delle materie prime può fare sul prodotto finito, e numerosissime altre questioni, è una bella soddisfazione.Un altro aspetto che mi ha dato da riflettere è stato il fatto che, tra le impressioni raccolte a fine degustazione, non ci sono state soltanto parole di apprezzamento per le birre - con tanto di assicurazioni, da parte di chi non le aveva mai provate, che in futuro vorrà berne ancora -, ma anche per l'attività culturale e di promozione svolta da Confartigianato e l'Associazione Birrai Artigiani. E questo mi fa pensare che, in un contesto in cui si fa un gran parlare di "unirsi per fare la forza", il messaggio che si passa al pubblico sotto questo profilo possa essere più forte e pregnante di quanto non si creda.Si ringrazia Sandro Shultz di Itinerari del Gusto per le fotografie.

Birre artigianali per tutte le stagioni: qualche riflessione

Ho avuto il piacere di condurre nella serata del 31 gennaio la degustazione "Birre artigianali per tutte le stagioni", organizzata dall'Associazione Birrai Artigiani Fvg e Confartigianato Udine. Non mi soffermo sulle quattro birre degustate - Pale Ale di Borderline, Dama Bianca di Antica Contea, Straripa di Villa Chazil e Orzobruno di Garlatti Costa - di cui ho già parlato a più riprese nel blog (per chi si fosse perso qualcosa, è sufficiente cliccare sui nomi delle birre in questione), quanto su alcuni spunti di riflessione che la serata di ieri mi ha stimolato.Innanzitutto, la partecipazione: i posti sono andati rapidamente esauriti. E fin qui, direte voi, finché le occasioni sono goderecce e la partecipazione è gratuita potrebbe non essere una grande notizia; ma è comunque significativa se si pensa che i numeri, pur in una serata invernale e di pioggia, sono stati comparabili a quelli registrati in un'occasione simile in una bella serata di inizio settembre. Insomma, per far uscire di casa la gente non basta offrire la birra - come sa bene chi organizza eventi -, bisogna stimolare l'interesse genuino del proprio gruppo di riferimento. E anche a questo proposito ho osservato una cosa che mi ha fatto piacere: una parte significativa degli intervenuti si accostava per la prima volta o quasi alla birra artigianale, e quindi questa poteva dirsi per me e per i birrai presenti - Severino di Garlatti Costa (mi si perdoni il gioco di parole) e Costantino di Antica Contea - l'occasione per fare quella tanto decantata "cultura della birra artigianale" nei confronti del "consumatore medio". Che magari - come hanno dimostrato le numerose e articolate domande rivolteci - di curiosità nei confronti del prodotto ne ha tante, ma non sempre ha a disposizione una fonte attendibile e pertinente per soddisfarle: e sentire persone che sono ai primi approcci con la birra artigianale chiedere quale sia la differenza tra la pale ale e la ipa, i dettagli del processo di lavorazione, i costi che vi stanno dietro, la differenza che la qualità delle materie prime può fare sul prodotto finito, e numerosissime altre questioni, è una bella soddisfazione.Un altro aspetto che mi ha dato da riflettere è stato il fatto che, tra le impressioni raccolte a fine degustazione, non ci sono state soltanto parole di apprezzamento per le birre - con tanto di assicurazioni, da parte di chi non le aveva mai provate, che in futuro vorrà berne ancora -, ma anche per l'attività culturale e di promozione svolta da Confartigianato e l'Associazione Birrai Artigiani. E questo mi fa pensare che, in un contesto in cui si fa un gran parlare di "unirsi per fare la forza", il messaggio che si passa al pubblico sotto questo profilo possa essere più forte e pregnante di quanto non si creda.Si ringrazia Sandro Shultz di Itinerari del Gusto per le fotografie.

Viaggio in Slovenia (parte 2): Tektonik, Bevog, Bunker Pub e Pelicon

Ieri vi ho raccontato la prima parte del mio viaggio in Slovenia, organizzato da Best Press Story e finalizzato a scoprire la realtà birraria locale. Ci eravamo lasciati con la beer firm Maister Brewery, incontrata dopo la visita a due birrifici molto piccoli: Carniola e Hopsbrew. Tutti progetti che mostrano alcuni punti in comune, come una ...

Viaggio in Slovenia (parte 1): Skrlj, Carniola, Hopsbrew e Maister Brewery

Se seguite regolarmente i canali social di Cronache di Birra, saprete che negli scorsi giorni ho partecipato a un viaggio stampa in Slovenia, organizzato da Best Press Story e incentrato sulla birra artigianale locale. Il movimento craft sloveno è un fenomeno che sta emergendo in tempi recenti: i produttori sono in tutto una cinquantina, dislocati su ...