Guida alle Birre d’Italia 2019: la mia recensione

La Guida alle Birre d’Italia di Slow Food Editore è una pubblicazione biennale che esiste (se non erro) dal 2008 e che si propone come prezioso strumento per districarsi tra le centinaia di birrifici e beer firm sparsi sul territorio italiano. Sin dal suo debutto si è affermata per il suo altissimo livello qualitativo, sostenuto ...

Birradamare vende lava-riempi fusti e fusti in acciaio

Il birrificio Birradamare vende: Lava-riempi fusti AUTOMATICA SIFA del 1996 usata negli ultimi 2 anni solo come lava fusti. Capacità oraria 40 fusti ora. Inclusi nel prezzo 100 fusti in acciaio da 20 e 30 Lt, con attacco a baionetta. 6.000 € (altri dettagli su richiesta). Per info contattare Elio Miceli – 3475000188 – 066582021 ...

Nuove birre da Birrificio del Forte, Nix, ECB, Eastside e altri

La panoramica di oggi sulle nuove birre italiane si apre con una gamma inedita, annunciata recentemente dal toscano Birrificio del Forte. Dopo 7 anni caratterizzati da produzioni molto solide e attinenti agli stili di riferimento (soprattutto di matrice belga), l’azienda di Pietrasanta imbocca una via più orientata alla sperimentazione e al legame con il territorio. ...

Santa Lucia, capitolo terzo

Ed eccoci all'ultimo weekend di fiera a Santa Lucia, dedicato ai birrifici esteri più l'ospite italiano Beer In.Parto da quest'ultimo, che già avevo conosciuto al BeVe a Mestre - dove avevo assaggiato la rauch Rata Vuloira ("Il pipistrello", tutti i nomi delle birre sono in piemontese) e la strong belgian ale Babi ("La rana"). Questa volta su consiglio del birraio ho provato la weizen Peru Pistun ("La libellula"), appena premiata a Birra dell' anno: sicuramente una birra che sa stupire, con il 70% di frumento non maltato, una schiuma abbondante e particolarmente morbida, aroma intenso ma setoso al tempo stesso tra banana, chiodi di garofano e cereale, corpo ben pieno in cui il frumento la fa da padrone, finale secco e pulito della stessa setosità. Colpita positivamente, ho così voluto provare la pils Gil ("Il ghiro") in quanto è uno degli stili che considero metro di misura della maestria di un birraio: e in effetti, pur senza voler questa volta stupire, si tratta di una pils pulita e in stile, canonici aromi di cereale e luppoli nobili, corpo scorrevole ma non evanescente di crosta di pane, e taglio finale di un amaro gentile.Una pils che mi ha invece stupita è stata quella del birrificio boemo (embè, direte voi) Unetcike Pivo, new entry nel parco birre di Beergate. Una birra che, come da tradizione ceca, va bevuta freschissima per essere apprezzata al meglio (ha scadenza a 30 giorni, mi è stato riferito): aromi intensissimi di cereale e luppolo Saaz, corpo pieno di pasta e crosta di pane, finale con una punta di acidulo seguita da un amaro intenso, secco e netto, prima di un ritorno a sorpresa del cereale sui toni del pane tostato. Senz'altro un prodotto interessante, e per il birrificio e Beergate sarà una sfida significativa il fatto di farlo arrivare al consumatore sempre nella forma migliore.Del britannico Oakham, new entry per Santa Lucia, ho provato la ipa Green Devil portata da La Birroteca: intensissimi aromi citrico e di frutta tropicale, prima di un corpo scorrevole che appare inizialmente dolce, ma lascia presto il posto al finale di un amaro agrumato. Sosta interessante anche quella allo stand di birre olandesi, con i birrifici Kees - nuovo per me - e De Molen: del primo ho provato la ipa Hazy Sunrise, intensamente caratterizzata dal luppolo citra e di facile beva; e del secondo la imperial stout Rasputin, dieci gradi di possenti aromi e sapori tra caffè, cioccolato, liquirizia, e finanche un finale dai toni leggermente torbati.Merita poi una menzione a parte la degustazione organizzata dall'associazione Le Donne della Birra, che come socia ho condotto insieme alla sommelier Barbara Lombardi e a Lucia Del Vecchio, titolare del birrificio 5+ di Trento. Tre le birre in degustazione, una Saison - dalla speziatura particolarmente notevole, e recentemente insignita del Kubo d'oro a Bolzano -, una apa - sui toni citrici e dal corpo snello, tanto da far risaltare particolarmente il taglio amaro finale - e una ipa - con una luppolatura di frutta tropicale e un corpo più robusto e caramellato, tanto da risultare del tutto equilibrato rispetto all'amaro nonostante i 50 ibu dichiarati. Significativa la partecipazione del pubblico, che ha mostrato di apprezzare sia le birre che lo scambio di storie, idee e inforazioni in particolare con Lucia.Chiudo qui la mia panoramica su Santa Lucia; ringraziando tutti i birrifici, anche quelli a cui ho potuto dedicare solo una sosta fugace e di cui non ho scritto in questo blog.

Santa Lucia, capitolo terzo

Ed eccoci all'ultimo weekend di fiera a Santa Lucia, dedicato ai birrifici esteri più l'ospite italiano Beer In.Parto da quest'ultimo, che già avevo conosciuto al BeVe a Mestre - dove avevo assaggiato la rauch Rata Vuloira ("Il pipistrello", tutti i nomi delle birre sono in piemontese) e la strong belgian ale Babi ("La rana"). Questa volta su consiglio del birraio ho provato la weizen Peru Pistun ("La libellula"), appena premiata a Birra dell' anno: sicuramente una birra che sa stupire, con il 70% di frumento non maltato, una schiuma abbondante e particolarmente morbida, aroma intenso ma setoso al tempo stesso tra banana, chiodi di garofano e cereale, corpo ben pieno in cui il frumento la fa da padrone, finale secco e pulito della stessa setosità. Colpita positivamente, ho così voluto provare la pils Gil ("Il ghiro") in quanto è uno degli stili che considero metro di misura della maestria di un birraio: e in effetti, pur senza voler questa volta stupire, si tratta di una pils pulita e in stile, canonici aromi di cereale e luppoli nobili, corpo scorrevole ma non evanescente di crosta di pane, e taglio finale di un amaro gentile.Una pils che mi ha invece stupita è stata quella del birrificio boemo (embè, direte voi) Unetcike Pivo, new entry nel parco birre di Beergate. Una birra che, come da tradizione ceca, va bevuta freschissima per essere apprezzata al meglio (ha scadenza a 30 giorni, mi è stato riferito): aromi intensissimi di cereale e luppolo Saaz, corpo pieno di pasta e crosta di pane, finale con una punta di acidulo seguita da un amaro intenso, secco e netto, prima di un ritorno a sorpresa del cereale sui toni del pane tostato. Senz'altro un prodotto interessante, e per il birrificio e Beergate sarà una sfida significativa il fatto di farlo arrivare al consumatore sempre nella forma migliore.Del britannico Oakham, new entry per Santa Lucia, ho provato la ipa Green Devil portata da La Birroteca: intensissimi aromi citrico e di frutta tropicale, prima di un corpo scorrevole che appare inizialmente dolce, ma lascia presto il posto al finale di un amaro agrumato. Sosta interessante anche quella allo stand di birre olandesi, con i birrifici Kees - nuovo per me - e De Molen: del primo ho provato la ipa Hazy Sunrise, intensamente caratterizzata dal luppolo citra e di facile beva; e del secondo la imperial stout Rasputin, dieci gradi di possenti aromi e sapori tra caffè, cioccolato, liquirizia, e finanche un finale dai toni leggermente torbati.Merita poi una menzione a parte la degustazione organizzata dall'associazione Le Donne della Birra, che come socia ho condotto insieme alla sommelier Barbara Lombardi e a Lucia Del Vecchio, titolare del birrificio 5+ di Trento. Tre le birre in degustazione, una Saison - dalla speziatura particolarmente notevole, e recentemente insignita del Kubo d'oro a Bolzano -, una apa - sui toni citrici e dal corpo snello, tanto da far risaltare particolarmente il taglio amaro finale - e una ipa - con una luppolatura di frutta tropicale e un corpo più robusto e caramellato, tanto da risultare del tutto equilibrato rispetto all'amaro nonostante i 50 ibu dichiarati. Significativa la partecipazione del pubblico, che ha mostrato di apprezzare sia le birre che lo scambio di storie, idee e inforazioni in particolare con Lucia.Chiudo qui la mia panoramica su Santa Lucia; ringraziando tutti i birrifici, anche quelli a cui ho potuto dedicare solo una sosta fugace e di cui non ho scritto in questo blog.

Viaggio nell’est birrario: Moldova e Romania

Chiunque si definisca beer hunter prova, ovunque si trovi nel mondo, l’irresistibile desiderio di assaggiare le birre locali. Sia che si tratti di celebri destinazioni birrarie, sia di posti sconosciuti ai più, la ricerca inizia qualche giorno prima della partenza. Internet è il riferimento principale e Ratebeer lo strumento più utilizzato. Tuttavia il vero beer ...

Il birrificio Hopinion vende un’infustatrice

Il birrificio Hopinion di Imola mette in vendita l’infustatrice Sifa Masterkeg anno di costruzione 2006 e completamente revisionata dalla casa costruttrice a Dicembre del 2017. Riempimento fusti con attacco baionetta(Fusto classico in acciaio) e modifica per riempimento fusti Polykeg. Impianto di lavaggio e sanificazione dei fusti prima del riempimento. La macchina è stata usata poco ...

Prossimi eventi: Seren Beer Festival, Villaggio del Gusto e altri

Ci siamo: il caldo è finalmente arrivato e dunque siamo ufficialmente entrati nella stagione dei festival birrari. Le belle giornate che ci aspettano si sommeranno con le due prossime festività ravvicinate (Liberazione e Festa del lavoro) creando una combo perfetta: i possibili “ponti” realizzabili saranno un’ottima scusa per rilassarsi in qualche evento a tema. Oltre alle ...

Come si valuta una birra: la nuova scheda sintetica del BJCP

Un paio di settimane fa il Beer Judge Certification Program (BJCP) ha annunciato il rilascio di una nuova scheda sintetica di valutazione per le birre, creata in collaborazione con l’American Homebrewers Association e ideata per concorsi molto ampi. Il BJCP è conosciuto soprattutto per le sue Style Guidelines, che sono considerate il documento di riferimento per ...

Nuovi locali ufficiali da Birrone, Yblon, Vale la Pena e KBirr

Birrifici italiani che aprono locali a proprio marchio: è senza dubbio questo uno dei fenomeni più importanti tra quelli attualmente in corso nel panorama nazionale. Oltre ai palesi vantaggi che queste realtà apportano, mi piace pensare che per molti “imprenditori brassicoli” possedere un pub di proprietà significa chiudere il cerchio, completare la propria attività. Rappresenta ...