Oggi alle 19,00 la prima puntata di Telecronache di Birra

Oggi alle 19,00 andrà in onda la prima puntata di Telecronache di Birra, un live video sulla nostra bevanda preferita che sarà condotto da Salvatore Cosenza e il sottoscritto. In passato avevamo già sperimentato qualcosa del genere con Radiocronache di Birra, la trasmissione radiofonica ospitata da Radio Food andata in onda per un’intera stagione. Dato …

Boskeun di De Dolle: brindare alla Pasqua stappando la giusta birra

In condizioni normali l’articolo di oggi avrebbe presumibilmente presentato gli appuntamenti birrari previsti per le festività pasquali alle porte. Sappiamo bene però che il momento che stiamo vivendo è tutt’altro che normale, quindi in assenza di eventi a tema non ci rimane che trovare altri argomenti. Per fortuna però la ricchezza della nostra bevanda ci …

Coronavirus: negli USA molti birrifici sono destinati a chiudere entro 3 mesi

Negli scorsi giorni abbiamo più volte analizzato lo stato del settore della birra artigianale italiana, che naturalmente sta affrontando gravi problemi a causa del lockdown che stiamo vivendo. Inutile sottolineare che le difficoltà sono generalizzate e comuni a tante altri paesi, pur con qualche sfumatura differente. Vale allora la pena estendere lo sguardo oltre i …

Nuove birre da Birrone, Extraomnes, Hilltop, Sieman e Railroad

Quando circa un mese fa cominciò la fase di lockdown che stiamo attualmente vivendo, immaginai che uno dei primi contenuti destinati a scomparire da Cronache di Birra sarebbe stato quello relativo alle nuove birre italiane. Invece, contro ogni ragionevole pronostico, ciò non è accaduto: i nostri birrifici hanno continuato ad annunciare novità anche in questo …

10 scene cinematografiche cult ambientate al pub o al bancone

Il periodo di quarantena che stiamo vivendo e l’impossibilità di poter bere nei nostri locali preferiti ci costringe, fra le altre cose, a ingannare il tempo tuffandoci in tonnellate di film e serie tv, fantasticando su dove e cosa faremo quando questo periodo finirà. Abbiamo per questo deciso di “uscire” metaforicamente di casa (autocertificazioni permettendo) …

La birra contadina

A voler essere precisi, accanto a questa dicitura nel titolo avrei dovuto aggiungere il simbolo del marchio registrato: perché tale è la denominazione "birra contadina", registrata dal birrificio Cascina Motta di Sale (Alessandria). Si tratta dell'unico microbirrificio italiano ad oggi a gestire totalmente in proprio l'intero processo produttivo (produzione e maltazione dei cereali, produzione e essicazione del luppolo, e produzione della birra vera e propria); fondato dall'enologo Massimo Prandi, a cui si sono uniti il socio imprenditore Marco Malaspina e il mastro birraio Alessandro Beltrame. Ho avuto occasione di assaggiare tre delle quattro birre attualmente in produzione: la pilsner Sloira, la vienna Cavagna e la saison Sanpa.Una premessa va fatta: ossia che, come intuibile, una birra prodotta a questo modo ha una variabilità che è espressione diretta di quella delle materie prime (non a caso nelle bottiglie viene indicato l'anno del raccolto). E non solo della materia prima in sé e per sé, ma anche del fatto che, giocoforza, il malto e il luppolo essiccato sono molto meno "standardizzabili" rispetto a quelli dell'industria, che cerca viceversa di andare a compensare la naturale variabilità del raccolto. Pertanto ne ho avuto, in generale, l'impressione di birre "rustiche", in cui sia la componente di cereale che quella del luppolo appare più "verace" che in altre produzioni, e con leggere differenze anche da bottiglia a bottiglia dello stesso lotto (del resto si dice sempre che la birra artigianale è "viva").Che sia il cereale una delle note distintive delle birre di Cascina Motta lo si capisce forse meglio di tutto nella Sloira, quella più semplice e pulita: agli aromi prevalentemente erbacei (meno floreali rispetto alle Pils) segue infatti un corpo di cereale peculiarmente pieno, quasi ad avere in bocca un pezzo di pane fresco; prima di chiudere su un amaro tagliente e senza sconti, per quanto non troppo persistente.Caratteristiche di fondo che si ritrovano comunque anche nella Cavagna: dopo gli aromi di caramello e biscotto tipici dello stile, arriva anche qui l'abboccato di cereale dai toni decisamente più robusti delle altre Vienna (a me ha quasi ricordato quello di certe Scottish Ale) pur nella snellezza complessiva; prima di un taglio amaro finale analogo a quello della Sloira (vengono non a caso utilizzati gli stessi luppoli, ossia Hallertau Hersbrucker, Magnum e Chinook).Da ultimo la Sanpa, in cui colpisce già alla vista il notevole cono di schiuma. A fare da padrona all'olfatto è principalmente la tipica componente di esteri da lievito, sui toni speziati - anche questi più "grezzi", a mio avviso, che in altre saison, pur mantenendosi nel complesso gradevoli ed equilibrati; di nuovo un corpo pieno di cereale che dà in bocca sensazioni analoghe a quelle della Sloira, pur con sapori più variegati essendoci in questo caso anche segale e frumento. Anche qui il distintivo taglio amaro finale, che forse troverei inappropriato per una saison, ma sicuramente "marchio di fabbrica" per Cascina Motta.Nel complesso, birre interessanti per chi non è alla ricerca della perfezione tecnica da manuale (pur rimanendo nell'ambito dell'assenza di difetti, intendiamoci, però come accennavo prima non rispecchiano totalmente i canoni a cui siamo abituati) ma di sapori che, al di là dei gusti personali, hanno innegabilmente una loro unicità.

La birra contadina

A voler essere precisi, accanto a questa dicitura nel titolo avrei dovuto aggiungere il simbolo del marchio registrato: perché tale è la denominazione "birra contadina", registrata dal birrificio Cascina Motta di Sale (Alessandria). Si tratta dell'unico microbirrificio italiano ad oggi a gestire totalmente in proprio l'intero processo produttivo (produzione e maltazione dei cereali, produzione e essicazione del luppolo, e produzione della birra vera e propria); fondato dall'enologo Massimo Prandi, a cui si sono uniti il socio imprenditore Marco Malaspina e il mastro birraio Alessandro Beltrame. Ho avuto occasione di assaggiare tre delle quattro birre attualmente in produzione: la pilsner Sloira, la vienna Cavagna e la saison Sanpa.Una premessa va fatta: ossia che, come intuibile, una birra prodotta a questo modo ha una variabilità che è espressione diretta di quella delle materie prime (non a caso nelle bottiglie viene indicato l'anno del raccolto). E non solo della materia prima in sé e per sé, ma anche del fatto che, giocoforza, il malto e il luppolo essiccato sono molto meno "standardizzabili" rispetto a quelli dell'industria, che cerca viceversa di andare a compensare la naturale variabilità del raccolto. Pertanto ne ho avuto, in generale, l'impressione di birre "rustiche", in cui sia la componente di cereale che quella del luppolo appare più "verace" che in altre produzioni, e con leggere differenze anche da bottiglia a bottiglia dello stesso lotto (del resto si dice sempre che la birra artigianale è "viva").Che sia il cereale una delle note distintive delle birre di Cascina Motta lo si capisce forse meglio di tutto nella Sloira, quella più semplice e pulita: agli aromi prevalentemente erbacei (meno floreali rispetto alle Pils) segue infatti un corpo di cereale peculiarmente pieno, quasi ad avere in bocca un pezzo di pane fresco; prima di chiudere su un amaro tagliente e senza sconti, per quanto non troppo persistente.Caratteristiche di fondo che si ritrovano comunque anche nella Cavagna: dopo gli aromi di caramello e biscotto tipici dello stile, arriva anche qui l'abboccato di cereale dai toni decisamente più robusti delle altre Vienna (a me ha quasi ricordato quello di certe Scottish Ale) pur nella snellezza complessiva; prima di un taglio amaro finale analogo a quello della Sloira (vengono non a caso utilizzati gli stessi luppoli, ossia Hallertau Hersbrucker, Magnum e Chinook).Da ultimo la Sanpa, in cui colpisce già alla vista il notevole cono di schiuma. A fare da padrona all'olfatto è principalmente la tipica componente di esteri da lievito, sui toni speziati - anche questi più "grezzi", a mio avviso, che in altre saison, pur mantenendosi nel complesso gradevoli ed equilibrati; di nuovo un corpo pieno di cereale che dà in bocca sensazioni analoghe a quelle della Sloira, pur con sapori più variegati essendoci in questo caso anche segale e frumento. Anche qui il distintivo taglio amaro finale, che forse troverei inappropriato per una saison, ma sicuramente "marchio di fabbrica" per Cascina Motta.Nel complesso, birre interessanti per chi non è alla ricerca della perfezione tecnica da manuale (pur rimanendo nell'ambito dell'assenza di difetti, intendiamoci, però come accennavo prima non rispecchiano totalmente i canoni a cui siamo abituati) ma di sapori che, al di là dei gusti personali, hanno innegabilmente una loro unicità.

Riferimenti illustri: quando i nomi delle birre non lasciano spazio a dubbi

Uno degli aspetti più interessanti del mondo della birra è che consente spesso un approccio informale, fuori dalle regole e talvolta provocatorio. È questa impostazione, ad esempio, che da sempre caratterizza un marchio come Brewdog, capace di diventare il colosso che oggi tutti conosciamo grazie a una comunicazione aggressiva e spregiudicata. Ma senza riferirsi necessariamente …

Coronavirus e grande distribuzione: occasione persa per la birra artigianale?

Da quando è cominciata l’emergenza Coronavirus abbiamo cercato di aggiornarvi sullo stato del settore. Uno stato assai preoccupante perché, come ripetuto in più occasioni, il comparto è praticamente fermo. Nel momento in cui è stata decretata la chiusura di pub, locali e ristoranti è venuto meno l’unico canale a disposizione dei microbirrifici per vendere la …

Nuove birre da Ritual Lab, Golden Pot, Crak, Blond Brothers + Bellazzi e Hoppy

Quando una decina di giorni fa ho pubblicato l’ultimo aggiornamento sulle nuove birre italiane mai mi sarei aspettato di poter tornare sull’argomento a fine marzo. Come sapete tutto il settore è praticamente fermo e quel poco di attività in corso è garantita grazie ai servizi di delivery. Tuttavia, in maniera quasi commovente, i produttori italiani …