Piccoli homebrewers crescono

Al di là della discutibile citazione letteraria del titolo, è stata la prima che mi è venuta in mente nel descrivere il giudizio del concorso organizzato anche quest'anno dall'Associazione Homebrewers Fvg: perché, anche se quest'anno (a differenza dei precedenti) non ho potuto essere in giuria, ho comunque avuto modo di rendermi conto di come la qualità media delle birre in concorso fosse cresciuta. Assistendo al lavoro dei giudici - Severino Garlatti Costa del birrificio omonimo, Giulio Cristancig del Birrificio Campestre, Costantino Tosoratti e Alessandro Bilucaglia del birrificio Antica Contea -, ho visto come la grande maggioranza delle birre abbia ottenuto buoni punteggi, e come tra quelle salite sul podio sia andato in scena un vero e proprio "giudizio finale" con acceso dibattito - che ha alla fine portato alla scelta di assegnare due primi posti pari merito, nell'impossibilità di decidere quale tra le due fosse più meritevole. Una prova dunque di un miglioramento progressivo, segno che il movimento homebrewer in Regione è in crescita.Venendo ai premiati, ad aggiudicarsi in quinto posto è stato Luca Dalla Torre con la sua Golden Ale, e il quarto Walter Cainero con una Pale Ale: due nomi noti all'interno dell'Associazione che hanno confermato la loro abilità, ma lasciando quest'anno spazio anche a nuovi arrivi - con i quali se la sono giocata sul filo del rasoio in quanto a punteggio. Al terzo posto si è infatti classificata la weizen di Giampaolo Pascolo (foto sopra), alla sua prima all grain; e ad arrivare primi sono stati Dario Caruso con una porter e Giulio Cervi e Riccardo Casarotto con una apa (qui accanto), anche loro di esperienza relativamente breve con l'homebrewing. Non si è trattato quindi di nomi noti che che hanno "calato" le loro performance (data la differenza di punteggio minima), ma piuttosto di nomi nuovi che hanno migliorato le loro, il che è un buon segno. Di nuovo complimenti a tutti, e un ringraziamento all'Associazione Homebrewers Fvg - che mi ha invitata a premiare, per quanto abbia dovuto declinare l'invito a giudicare - e alla birreria Brasserie che ha ospitato il concorso all'interno dei festeggiamenti per il 21mo anniversario dell'apertura, dal 27 al 30 settembre.

Piccoli homebrewers crescono

Al di là della discutibile citazione letteraria del titolo, è stata la prima che mi è venuta in mente nel descrivere il giudizio del concorso organizzato anche quest'anno dall'Associazione Homebrewers Fvg: perché, anche se quest'anno (a differenza dei precedenti) non ho potuto essere in giuria, ho comunque avuto modo di rendermi conto di come la qualità media delle birre in concorso fosse cresciuta. Assistendo al lavoro dei giudici - Severino Garlatti Costa del birrificio omonimo, Giulio Cristancig del Birrificio Campestre, Costantino Tosoratti e Alessandro Bilucaglia del birrificio Antica Contea -, ho visto come la grande maggioranza delle birre abbia ottenuto buoni punteggi, e come tra quelle salite sul podio sia andato in scena un vero e proprio "giudizio finale" con acceso dibattito - che ha alla fine portato alla scelta di assegnare due primi posti pari merito, nell'impossibilità di decidere quale tra le due fosse più meritevole. Una prova dunque di un miglioramento progressivo, segno che il movimento homebrewer in Regione è in crescita.Venendo ai premiati, ad aggiudicarsi in quinto posto è stato Luca Dalla Torre con la sua Golden Ale, e il quarto Walter Cainero con una Pale Ale: due nomi noti all'interno dell'Associazione che hanno confermato la loro abilità, ma lasciando quest'anno spazio anche a nuovi arrivi - con i quali se la sono giocata sul filo del rasoio in quanto a punteggio. Al terzo posto si è infatti classificata la weizen di Giampaolo Pascolo (foto sopra), alla sua prima all grain; e ad arrivare primi sono stati Dario Caruso con una porter e Giulio Cervi e Riccardo Casarotto con una apa (qui accanto), anche loro di esperienza relativamente breve con l'homebrewing. Non si è trattato quindi di nomi noti che che hanno "calato" le loro performance (data la differenza di punteggio minima), ma piuttosto di nomi nuovi che hanno migliorato le loro, il che è un buon segno. Di nuovo complimenti a tutti, e un ringraziamento all'Associazione Homebrewers Fvg - che mi ha invitata a premiare, per quanto abbia dovuto declinare l'invito a giudicare - e alla birreria Brasserie che ha ospitato il concorso all'interno dei festeggiamenti per il 21mo anniversario dell'apertura, dal 27 al 30 settembre.

Breaking News: il birrificio Hibu acquistato da Dibevit (Gruppo Heineken)

Nuova acquisizione dell’industria nel settore della birra artigianale italiana. È la volta del birrificio Hibu di Burago di Molgora (MB) che ha appena ufficializzato la cessione del 100% delle quote aziendali a Dibevit, società del Gruppo Heineken dedicata alla distribuzione di birre premium e speciali. Dopo Birra del Borgo, Birrificio del Ducato e Birradamare il segmento ...

Ancora eventi per la prima metà di ottobre: Eurhop e Nonsolobirra Festival

Fino alla settimana scorsa vi raccontavo del ritmo incalzante con il quale si stavano susseguendo gli eventi birrari, trend cominciato ovviamente con l’avvento della bella stagione. Con l’inizio di ottobre però assistiamo a una brusca frenata, ben oltre quello che potevamo aspettarci, tanto che oggi segnalo solo due appuntamenti. La penuria di eventi dipende da ...

In Italia torna il vuoto a rendere e lo stabilimento di produzione in etichetta

Nella successione di notizie che ogni giorno cerchiamo di riportare su Cronache di Birra, occorre talvolta allontanarsi dai temi più strettamente legati alla bevanda per analizzare aspetti secondari, ma che si ripercuotono sulla nostra quotidianità di appassionati. Insomma, è giusto segnalare le nuove aperture, gli eventi a tema e le birre inedite dei birrifici italiani, ...

Il Birrificio San Gimignano cerca un birraio

Il Birrificio San Gimignano (Toscana) cerca un birraio con esperienza e di età preferibilmente sopra i 30 anni. E’ requisito fondamentale avere esperienza di produzione mosto e fermentazione, nonché di pulizia sala cottura, fermentatori, linea di imbottigliamento. CV a birrificiosangimignano@gmail.com.

Coppie insolite: i formaggi di bufala incontrano le birre artigianali

Birre e formaggi, si sa, formano un’accoppiata vincente, potremmo dire magica, quando la selezione vira su prodotti rari e indimenticabili. E così, in occasione dei Laboratori del gusto® all’interno di Cheese, la più grande manifestazione mondiale sui formaggi a latte crudo, non potevo farmi sfuggire l’occasione di mettere ancora una volta in risalto questa insaziabile ...

Lo shopping di AB Inbev approda in Australia: acquistato il birrificio 4 Pines

Ammettiamolo pure: ormai ci siamo abituati agli acquisti di birrifici craft da parte delle multinazionali. A meno che i nomi coinvolti non siano davvero altisonanti, notizie del genere vengono recepite dall’ambiente in maniera sempre più apatica. C’è una sorta di rassegnata passività, sviluppatasi per l’escalation del fenomeno: prima è toccato ai marchi di dimensioni ragguardevoli, ...

Gusti di Frontiera 2017: dal riso alla frutta

Nonostante quest'anno non abbia potuto darmi a maratone birrarie, non ho comunque disdegnato un giro alla manifestazione goriziana Gusti di Frontiera: un tour che mi fa sempre piacere, nonché occasione per conoscere gente nuova e rivedere vecchi amici. E in effetti già all'ingresso di Corso Italia ho fatto una nuova conoscenza, l'azienda agricola Palcoda di Fanna (PN), che all'attività principale di allevamento di capre e pecore - da cui ricava una notevole varietà di formaggi - affianca la coltivazione dell'orzo, appoggiandosi poi all'agribirrificio Santjago di Vittorio Veneto come beerfirm. Una scelta, hanno spiegato, dovuta anche alla volontà di appoggiarsi ad un'altra azienda agricola (qual è in effetti Santjago), così da trovarsi in maggiore sintonia in quanto a filosofia di lavoro. Due per ora le birre prodotte su ricetta Palcoda, ed entrambe rivelano una certa passione per le aromatizzazioni di impronta belga: una blonde ale all'arancia amara, e una amber ale al coriandolo.La seconda nuova conoscenza l'ho fatta a poca distanza da lì, il mantovano birrificio Luppolajo; non era presente tramite il birraio, ma il ragazzo allo stand ha comunque fatto un buon lavoro nell'illustrarmele. Su suo consiglio mi sono concessa un assaggio della Gem Session, una session ipa al riso. Luppolatura delicata su toni floreali con sottofondo di agrume, quasi bergamotto; snella e fresca nel corpo, con finale secco e pulito, di un amaro senza compromessi ma elegante e non troppo persistente. Dissetante, gradevole per le giornate calde, ben costruita nella sua semplicità.Chi invece ha fatto un lavoro di costruzione un po' più elaborato con la sua nuova creatura è Lorenzo Serroni di The Lure, che mi ha presentato ("Ma senza insistenze eh, capisco...."....e capirai Lure', già le pinte intere invece degli assaggini me le sogno di notte da quattro mesi, questa è istigazione a delinquere) la sua nuova Black or Fruit. Trattasi di una "black juices ipa", ossia una base di black ipa di 6 gradi alcolici a cui è stata aggiunta poco più che la stessa percentuale di succo di vari frutti tropicali (ananas in primo luogo); per la quale Lorenzo ha studiato un mix di luppoli sloveni dagli aromi fruttati tale da accompagnare il succo. In effetti all'aroma i luppoli e la frutta propriamente detta - dai toni di ananas, a quelli di frutto della passione, di uva spina e affini - si armonizzano in maniera tale da risultare quasi indistinguibili. Devo dire peraltro che la frutta, pur percepibile, rimane più sullo sfondo di quanto mi sarei aspettata, accompagnando aromi e sapori senza però risaltare: anche nel corpo, snello nonostante la complessità dell'insieme e il grado alcolico, protagonisti rimangono i malti tra il tostato e il caramellato, mentre la frutta va a dare solo una "nota di colore"; salvo lasciare il posto sul finale ad un amaro citrico che, pur non troppo robusto, è comunque deciso e ben persistente. Nota di merito poi per la schiuma, densa, saporita e ben perisstente, da addentare. Dato che mi sono trovata più volte ad osservare che Lorenzo, rimanendo fedele alla sua prima passione, fa birra come si fa musica - magari si possono anche sperimentare note audaci e dissonanti, ma alla fine si rispettano le regole base dell'armonia e nove volte su dieci si risolve sulla tonica - potrei dire un po' lo stesso anche questa volta: la birra rimane una birra, non una spremuta di ananas, e la frutta fa solo da accompagnamento alla linea melodica principale. Dato l'equilibrio nella complessità si nota che c'è stato un certo lavoro volto ad ottenerlo - e anche qui non posso che ripensare al musicista, che studia fino allo sfinimento lo stesso pezzo finché non esce "pulito". Insomma, da questo punto di vista, l'artigiano (birraio o quel che sia) e il musicista si assomigliano.Naturalmente sono molti altri gli stand di birra artigianale presenti a Gusti di Frontiera, a cominciare dalla Birroteca dell'Associazione artigiani birrai Fvg in Via Rastello con 16 birre a listino; più altri quali Meni, Foglie d'Erba, Antica Contea, Campestre, Zahre, Campagnolo, Il Birrone, Grana 40, Casa Veccia ed altri ancora. Insomma, come prevedibile, non c'è il rischio di patire la sete...