La birra italiana sempre più locale: le 3 tendenze del fenomeno in atto

La birra artigianale vive spesso di contraddizioni spiazzanti, che negano ciò che veniva affermato fino al giorno prima. Così mentre viviamo in un periodo in cui la scena internazionale è sempre più incuriosita dal produttore “esotico”, che magari opera in un altro continente, c’è un fenomeno di senso opposto che sta favorendo lo sviluppo di …

Un altro ritorno in Valscura

Cogliendo l'occasione di una "serata spiedo" organizzata in birrificio, sono tornata dopo tanto tempo da Valscura. In realtà non è che ci siano stati stravolgimenti, né allo spazio degustazione - che continua ad ospitare anche diverse specialità del territorio, dai salumi, alle salse,alla pasta artigianale - né alle birre in listino; eccetto per un paio di novità, che mi sono naturalmente premurata di provare.La prima è la Leale, una saison che ancor prima che una birra è una storia. E' infatti stata battezzata così in onore di un "leale" avventore e amico, purtroppo venuto a mancare; e destinata anche alla solidarietà, in quanto parte del ricavato della vendita delle bottiglie è stata devoluto in beneficenza. Si tratta appunto di una saison, dall'aroma che ho trovato incentrato soprattutto sul pepe; discretamente corposa e maltata per lo stile (non lesina nemmeno sul grado alcolico, 7) al palato esibisce toni un po' più dolci e caramellati rispetto alla media dello stile (cosa peraltro intuibile anche dal colore, tendente all'ambrato); prima di chiudere con una leggera nota alcolica e in una maniera che personalmente non ho trovato molto secca, nonostante il birrificio abbia in generale lavorato molto sul fronte attenuazione. In realtà, mi è stato spiegato poi, la cosa è anche consona all'esprimere la persona a cui è dedicata: che aveva vissuto a lungo in Belgio, ed are solita affermare che avrebbe preferito birre più alcoliche, "pastose" e strutturate (e in questo devo dire che le sue richieste sono state esaudite). E non a caso proprio in Belgio ha riscosso consensi (anche se la giuria era internazionale), con il bronzo di categoria al Brussels Beer Challenge. Forse una particolare sensibilità mia, quindi, nell'aver trovato il finale un po' "carico" dato lo stile; per una birra che del resto non voleva nemmeno essere un'interpretazione da manuale di una saison. Apprezzabile evidentemente da chi preferisce birre dai toni più robusti, pur senza sacrificare del tutto la facilità di beva.Ho poi provato la Blend, un - appunto - blend di tre birre diverse - natalizia, rossa Santabarbara e bionda Liquentia - nato, mi è stato raccontato, quasdi per scherzo. Personalmente mi è sembrato spiccasse la natalizia, con le sue note caramellate, leggermente speziate, finanche di whisky e lievemente alcoliche; accompagnati da quelli più biscottati della Santabarbara. Decisamente più nelle retrovie la bionda, che peraltro creava anche un leggero contrasto, quasi a "cozzare" e smorzare nello stesso tempo. Per chi vuole provare qualcosa di insolito, e non ha paura di avventurarsi nel terreno del birrariamente eterodosso.Di nuovo grazie a Gabriele e a Giampaolo, che mi hanno accolta e erudita sulle birre a disposizione e sul lavoro recentemente portato avanti in birrificio - che ha coinvolto anche le altre birre -; e a Renata.

Un altro ritorno in Valscura

Cogliendo l'occasione di una "serata spiedo" organizzata in birrificio, sono tornata dopo tanto tempo da Valscura. In realtà non è che ci siano stati stravolgimenti, né allo spazio degustazione - che continua ad ospitare anche diverse specialità del territorio, dai salumi, alle salse,alla pasta artigianale - né alle birre in listino; eccetto per un paio di novità, che mi sono naturalmente premurata di provare.La prima è la Leale, una saison che ancor prima che una birra è una storia. E' infatti stata battezzata così in onore di un "leale" avventore e amico, purtroppo venuto a mancare; e destinata anche alla solidarietà, in quanto parte del ricavato della vendita delle bottiglie è stata devoluto in beneficenza. Si tratta appunto di una saison, dall'aroma che ho trovato incentrato soprattutto sul pepe; discretamente corposa e maltata per lo stile (non lesina nemmeno sul grado alcolico, 7) al palato esibisce toni un po' più dolci e caramellati rispetto alla media dello stile (cosa peraltro intuibile anche dal colore, tendente all'ambrato); prima di chiudere con una leggera nota alcolica e in una maniera che personalmente non ho trovato molto secca, nonostante il birrificio abbia in generale lavorato molto sul fronte attenuazione. In realtà, mi è stato spiegato poi, la cosa è anche consona all'esprimere la persona a cui è dedicata: che aveva vissuto a lungo in Belgio, ed are solita affermare che avrebbe preferito birre più alcoliche, "pastose" e strutturate (e in questo devo dire che le sue richieste sono state esaudite). E non a caso proprio in Belgio ha riscosso consensi (anche se la giuria era internazionale), con il bronzo di categoria al Brussels Beer Challenge. Forse una particolare sensibilità mia, quindi, nell'aver trovato il finale un po' "carico" dato lo stile; per una birra che del resto non voleva nemmeno essere un'interpretazione da manuale di una saison. Apprezzabile evidentemente da chi preferisce birre dai toni più robusti, pur senza sacrificare del tutto la facilità di beva.Ho poi provato la Blend, un - appunto - blend di tre birre diverse - natalizia, rossa Santabarbara e bionda Liquentia - nato, mi è stato raccontato, quasdi per scherzo. Personalmente mi è sembrato spiccasse la natalizia, con le sue note caramellate, leggermente speziate, finanche di whisky e lievemente alcoliche; accompagnati da quelli più biscottati della Santabarbara. Decisamente più nelle retrovie la bionda, che peraltro creava anche un leggero contrasto, quasi a "cozzare" e smorzare nello stesso tempo. Per chi vuole provare qualcosa di insolito, e non ha paura di avventurarsi nel terreno del birrariamente eterodosso.Di nuovo grazie a Gabriele e a Giampaolo, che mi hanno accolta e erudita sulle birre a disposizione e sul lavoro recentemente portato avanti in birrificio - che ha coinvolto anche le altre birre -; e a Renata.

Nuove birre da Extraomnes + Fantôme, Ritual Lab, Mc-77, Orso Verde e altri

Non di rado le nostre panoramiche sulle nuove birre italiane si aprono con collaborazioni illustri che coinvolgono importanti produttori stranieri. La creazione che introduce la rassegna di oggi rientra di diritto in questa tipologia, essendo il frutto dell’incontro tra due grandi interpreti della scuola belga. Da una parte c’è l’italiano Extraomnes (sito web), probabilmente il …

Diciottozerouno vende imbottigliatrice automatica

Vendesi imbottigliatrice automatica FIMER RT 9-1 anno 2003. Caratteristiche tecniche: 9 becchi riempimento a leggera depressione velocità circa 1400-1600 bottiglie/ora tappatore automatico per tappi 26/29 mm Revisionata dalla ditta produttrice l’anno scorso. Manutenuta, ingrassata e regolata secondo istruzioni. Sostituito cuscinetti, motoriduttore nastro e tutte le guarnizioni. Il prezzo comprende: n.3 stelle per le tipologie di …

Birrificio Folk vende imbottigliatrice monoblocco isobarica semiautomatica

Per passaggio a macchina di capacità superiore, vendiamo imbottigliatrice isobarica semiautomatica marca Rizzolio modello RLV-iSO 4-4-1, realizzata ed entrata in funzione ad agosto 2016. La macchina è un monoblocco composto da: Sciacquatrice N.4 teste di riempimento a 4 fasi (prevacuazione, iniezione Co2, Riempimento, depressurizzazione) N.1 tappatore tappi a corona da 26, dotato di vasca di …

Prossimi eventi: 18 anni di Macche, C’è Fermento, Robe da Chiodi e altri

Siamo entrati nella stagione caldissima: non solo a livello meteorologico, ma anche per quanto riguarda gli eventi birrari. Oggi ci concentriamo esclusivamente sul weekend che chiuderà la prossima settimana, perché rischia seriamente di essere il più affollato degli ultimi anni: sono ben otto le manifestazioni che presentiamo oggi e che si terranno esattamente in quei …

La rivoluzione di Westvleteren: da oggi le birre si prenotano online

Qualche minuto fa il leggendario birrificio trappista Saint Sixtus di Westvleteren ha annunciato una novità epocale per le abitudini del monastero. Le birre dell’abbazia belga sono conosciute tra gli appassionati non solo per il loro altissimo livello qualitativo, ma anche per la difficoltà nell’essere reperite: a parte il periodo di accordo “forzato” con la catena …

Mai sopra il 4%: gli stili birrari leggeri perfetti per l’estate

Dopo un maggio quasi autunnale, possiamo affermare che l’estate 2019 è iniziata con almeno una settimana di anticipo: le temperature afose di questi giorni, praticamente riscontrabili in tutta Italia, sono lì a ricordarcelo. È normale in queste condizioni andare alla ricerca di birre dal tenore alcolico contenuto, che risultino rinfrescanti senza appesantire la bevuta. Nelle …

La posta dei lettori: il nuovo regime di accisa

Come avevo immaginato (e finanche auspicato, nella misura in cui potesse servire a fare chiarezza), il mio ultimo post in merito alla nuova disciplina sulle accise ha suscitato un vivo dibattito. Tra i diversi interventi, ho ricevuto in privato - e volentieri pubblico, con il suo consenso - quello di Josif Vezzoli di Birra Elvo.Buongiorno Chiara,ho letto il tuo ultimo post, e ammetto di aver provato sconforto nel vedere così tante posizioni allineate sul pessimismo; comprese alcune che mi portano a chiedermi se chi le ha espresse abbia letto il decreto con la dovuta attenzione.Premetto che per noi la riduzione è un inizio di giustizia non da poco, nel quale abbiamo creduto fin dal principio quando l'onorevole Gragnarli lo ha firmato; tanto più che, ricordiamolo, la richiesta di riduzione dell'accisa ci era pervenuta dall'Ue già nel '92.Per aderire alla riduzione viene chiesto il registro delle materie prime, che già teniamo essendo un’azienda che ha a cuore una gestione del magazzino seria, moderna e precisa; il registro del mosto, che già teniamo; e il registro del condizionato, che già facciamo sul nostro gestionale interno e che comunque consiste in un foglio semplice sul quale annotare carico e scarico. Inoltre per chi, come noi, è sotto i 3000 ettolitri annui, l’unico misuratore fiscale rimane il contalitri sul mosto: gli altri si adegueranno a mettere contalitri fiscali sull’imbottigliamento e sulla linea fusti, ma stiamo parlando di una minoranza dei birrifici che accederanno a questa riduzione. Io sono più che contento; e in previsione di questa riduzione abbiamo comprato la linea di imbottigliamento e assunto una persona in più in produzione già da gennaio aumentando i costi. Grazie per lo spazio dato,                                                                           Josif VezzoliA mia volta ringrazio Josif per il suo contributo. p { margin-bottom: 0.25cm; line-height: 115%; }